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IMMAGINI ALCHEMICHE


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Tratto da LA BUGIA. RIME ERMETICHE ED ALTRI SCRITTI
del Marchese Massimiliano di Palombara


ENIGMA FILOSOFALE
La Pietra non è Pietra e pur è Pietra
E si trova nel mar che non è mare
E ivi nota, e pur non sa notare
E l'huom la segue, e pur da lei s'arretra.

E' negra e bianca e rossa e bella e tetra
Si trova e pur non trovasi a comprare
E ben ch'è vile  è tra le cose care
Essendo un Ciel che sol dal Ciel s'impetra.

Ognun n'ha, nessuno la possiede
Da noi sta lungi e pur ci sta vicina
E l'occhio l'ha davanti e non la vede.

Sta sopra un colle, e quel non è collina
Vive in un monte e in quello non risiede:
Fortunato è colui che l'indovina.

Il Marchese Massimiliano di Palombara era famoso
per le sue rime ermetica e per i suoi enigmi alchemici.
Con questo indovinello vogliamo aprire il capitolo
dedicato all'Alchimia, fondamentale dottrina,
per lo studio della magia. L'alchimia ermetica aguzza la mente
e la rende fertile, quallità utilissime, da applicare nelle Arti Magiche.
CHI SA RISPONDERE ALL'ENIGMA DEL MARCHESE?


gargoyle guardian alchemy
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gargoyle guardian alchemy
Breve storia dell'alchimia, sorella della magia Il termine "alchimia" ha origine da un attributo di Iside "la nera" o kemia, in egiziano. L'opera alchemica ripete il ciclo di Osiride così come è stato tramandato da Plutarco ed il cui senso  è legato al ciclo di morte e rinascita, teoria alla base dei vari cicli misterici ed iniziatici antichi. Esso consiste in un lavoro di ampliamento della coscienza che avviene attraverso una discesa ( descensus ) nel buio della materia seguita da una successiva ascesa ( ascensus, sublimatio ) che libera lo "spiritus mercurialis" o "quintessenza". Il senso originario dei cicli iniziatici consisteva nel superamento del timore della morte attraverso la partecipazione alla ciclicità della natura, l'alchimista compiva inoltre esperimenti concreti sulla materia con l'ausilio dell'ATHANOR o crogiuolo alchemico; il FORNO COSMICO entro il quale avvenivano le trasmutazioni. L'iniziato, attraverso queste antiche discipline, l'Alchimista percorreva la sua strada interiore sino al raggiungimento di una superiore comprensione del mondo e dell' esistenza e, spesso, questo restava il fine ultimo dell'Opera a prescindere dal fatto che riuscisse o meno mutare realmente il vile metallo in ORO. Al principio gli alchimisti furono perseguitati dalla chiesa non meno degli eretici e le loro pene ebbero inizio ad Alessandria, in EGITTO, la capitale della cultura dove sorgeva la famosa biblioteca data successivamente alle fiamme. Era li dove si concentrava l'opera degli alchimisti, al chiuso di oscuri templi. L'arcivescovo di allora ordinò la distruzione e la dispersione dei vari gruppi di dotti sperimentatori. I loro preziosi manoscritti, furono salvati dai roghi e sino al 415 questa cultura continuò ad operare in Egitto. Dopo quella data i filosofi approdarono ad Atene e lì trapiantarono la scuola iniziatica. Nel 529 Giustiniano ordinò la soppressione ufficiale dell'antico insegnmento e questa volta tutto il sapere antico apparentemente svanì. Ma l'alchimia sopravvisse sebbene fosse stato ordinato che i libri di questa filosofia venissero bruciati pubblicamente al cospetto del vescovo. Nuovi scrittori continuarono gli studi e riuscirono persino a farsi accettare dagli imperatori facendo una vera e propria opera di trasmutazione tra l'alchimia antica e quella della Nuova Europa.
I monaci bizzantini si cimentarono nel non facile compito di tradurre e copiare ogni scritto che fosse possibile reperire e il numero dei commentatori dell'alchimia crebbe.
Fra tutti citiamo il "Filosofo Cristiano", pseudonimo dietro il quale si celava un dottissimo monaco che conciliò i suoi studi teologici con quelli alchimici. Salgono quindi alla ribalta i poeti che lodano i prodigi dell'arte ermetica quali Zosimo e Olimpiodoro, Sinesio, il geniale e saggio vescovo di Tolemaide e risorgono i mitici Trismegistus e Agatodemone, gli pseudo-ermetici Zoroastro e Democrito. Manoscritti bizzantini di testi ermetici vennero portati in Italia e in Francia ed inizio così una nuova era per l'Alchimia e con gli alchimisti inizia anche un'epoca "moderna" entro la quale furono fatte numerose e preziose scoperte chimiche a tutt'oggi sfruttate in svariati settori. Tutto questo sino a che l'Opera Alchemica non scivolò nuovamente in un lento ed inesorabile declino. Agli alchimisti così bistrattati dobbiamo moltissimo e finalmente oggi i loro meriti vengono degnamente riconosciuti con tutti quei personaggi illustri, che hanno fatto grande la storia dell'Alchimia contribuendo al progresso dell'umanità.
Con sicurezza non è possibile affermare se alcuni di loro fossero riusciti a far nascere nei loro alambicchi quell'oro puro capace di autogenerarsi che tanto cercavano di realizzare. Molti si vantavano di esserci riusciti mentre altri furono costretti ad abbandonare il loro lavoro sconfitti ed amareggiati dalle numerose difficolta. Forse oggi non sarebbero più proponiboli le esperienze pratiche dei secoli passati immersi come siamo nella nostra attuale e sterile epoca multimediale o forse, al contrario, può essere ancora possibile una riscoperta di questa filosofia preziosa alla ricerca della nostra personale "Pietra Filosofale".

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