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21 Settembre - Equinozio di Autunno - Mabon - Secunda
 Festa iniziatica - Michaelmas o Michael Supremo
LA SECONDA FESTA DEL RACCOLTO


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Dal Libro di Isaia:
« Le bestie del deserto s'incontreranno con le bestie che ululano, i capri si chiameranno l'un l'altro; vi si stabiliranno anche le civette e vi troveranno un luogo di riposo.»
(Isaia 34:14)
Il presente testo liturgico tenta di prendere le distanze dalla presenza di entità soprannaturali malefiche e allo stesso tempo dimostra familiarità con Lilith.
Serve da Esorcismo (4Q560) e Canzone dei Demoni Dispersi (11Q11), a tal punto da essere compreso in alcuni incantesimi. Comparabile al rilievo dell'Arslan Tash, usato per "aiuto nella protezione dei fedeli contro il potere degli spiriti. Il testo diviene quindi un inno esorcistico.

Un altro testo scoperto a Qumran, di solito associato al  LIBRO DEI PROVERBI, si appropria del mito di Lilith nella sua descrizione di una donna pericolosa e attraente, la Seduttrice (4Q184). L'antico poema, risalente al primo secolo ma probabilmente assai più vecchio, descrive una donna infida e avverte continuamente il lettore dei pericoli di un incontro con lei. Di solito la donna descritta nel testo è eguagliata a una "strana donna" dei Proverbi 2 e 5. il parallelo è immediatamente riconoscibile:


«La sua casa sprofonda nella morte,
Ed il seguirla porta alle ombre.
Tutti coloro che la seguono non possono tornare
E trovare ancora le vie della vita.»
(PROVERBI 2:18-19)

«I suoi cancelli sono cancelli di morte
e dall'entrata della casa
se ne va verso Sheol.
Nessun che entri tornerà mai,
e coloro che la possiedono scenderanno l'Abisso.»
(4Q184)

La donna illustrata nei Proverbi è probabilmente una prostituta o una sua rappresentazione. La "Seduttrice" del testo del Qumran, diversamente, non rappresentava una minaccia esistente date le sue caratteristiche ascetiche. Diversamente, il testo del Qumran utilizza l'immagine dei Proverbi per presentare una minaccia più ampia e decisamente soprannaturale, la minaccia del demone Lilith.

Inanna invece era un’antica dea sumera, “Anunna” dell’amore, della sensualità, della fertilità, della procreazione ma anche della guerra. chiamata successivamente “Ištar” dagli Accadi, dagli Assiri e dai Babilonesi, viene identificata dagli Ittiti con il nome “Šauška”, “Astarte” dai Fenici (un’altra traslitterazione è “Ashtart”; nella lingua ebraica biblica il suo nome è עשתרת (trasfigurato in Ashtoreth), in ugaritico ‘ṯtrt – anche ‘Aṯtart o ‘Athtart, che diviene Atirat – e in accadico è As-tar-tu); ella era Afrodite per i Greci e Venere per i Romani.
In tutti i racconti antichi viene associata al pianeta Venere, il qual fatto permette di associare il suo nome a quello di “Signora della Luce Risplendente“ l'iconografia della dea è la stella a otto punte (un simbolo che si ritrova successivamente nell’iconografia cristiana correlato alla Vergine Maria). Il simbolo della stella a otto punte rievoca il fatto che il pianeta Venere ripercorre le stesse fasi in corrispondenza di un ciclo di 8 anni terrestri, cosa già ampiamente conosciuta dagli astronomi in epoca sumera.






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