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Introduzione alla MAGIA
"Non fare agli
altri
quello che non vorresti fosse fatto a te."
FINCHÉ NON FAI DEL MALE
A NESSUNO,
FA' CIÒ CHE VUOI!
Qualsiasi cosa noi facciamo,
ci ritorna indietro
TRE VOLTE TANTO
nel bene o nel male.
Questa è la regola del TRE.
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Abbiamo detto che il pensiero plasma la
realtà e il pensiero espresso con parole e con simboli istigano la cosa desiderata a
concretizzarsi. La raffigurazione di una qualsiasi cosa è la cosa stessa e con il
pensiero, le parole e i simboli la rendiamo reale richiamandola su questo piano di
esistenza. In questo caso tre sono gli strumenti da usare: il pensiero, la parola che
concretizza e lo scritto inteso anche come scrittura, simbolo o sigillo.
Il sigillo racchiude il pensiero, il pensiero è così forzato alla sua realizzazione
materiale attraverso la spinta della parola e lassociazione dei tre elementi diviene
come una potente calamita che attrae realizza e concretizza sul piano oggettivo.
La regola del 3
La regola del 3 in
tal modo viene così espressa:
la forza risiede nel pensiero che vede, la forza è nella parola scritta, la forza vibra
nella parola che labbro pronuncia. Il pensiero lo scritto e il verbo sono esse vibrazioni
di potere.
Lunione e il
concerto dei triplici fattori che abbiamo qui espressi conduce un atto magico alla sua
buona riuscita, qualora esso sia accompagnato dalla nostra volontà.
Trascurare con incuria e pigrizia il lavoro nel suo complessivo equivale a votare lo
stesso alla sua inesorabile sconfitta.
Considerate sempre che durante un atto magico mettete in gioco le forze naturali che di
per se uniscono tutti i valori di positivo e negativo. Non è possibile creare utilizzando
solo le forze positive, qualora il vostro rito sia rivolto alla positività, in quanto, in
natura, tutto si muove su due piani, su due binari che procedono paralleli tra loro in
perfetto equilibrio e si ha sempre bisogno di entrambe le forze o polarità, maschile e
femminile, per generare.
Una sola forza è
di per se sterile e non crea.
La regola cosmica del binario è
stata adottata e usata non solo dai maghi sin dal lontano passato ma anche dalla scienza
ufficiale.
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SULLE LETTERE E SUI
NUMERI
CITAZIONI DA VOLUMI
(INTERESSANTI PER APPROFONDIRE)
E INTRODUZIONE AL TEMA
Gli uomini non compiono nulla senza
pensare e senza parlare.
Pensiero, azione ragione, volontà riflessione; vengono espressi dalla parola.
Secondo la tradizione, come leggiamo nella Bibbia, è per mezzo della parola (il
Verbo) che Dio ha creato il Mondo.
I Sumeri affermavano persino che le cose senza nome non esistono mentre, questo lo
si legge anche nella Cabbala, se pronunciamo i nomi di Dio in un modo particolare, essi si
caricano di strani poteri. Ogni parola pronunciata è una vibrazione e nell'Universo TUTTO
E' VIBRAZIONE.
La parola è il veicolo della volontà e del pensiero.
Le frasi scritte e pronunciate con una specifica intenzione anche se sono le parole
di in un alfabeto sconosciuto, o una preghiera, o le parole degli antichi formulari magici
(che spesso sembrano stravaganti), emanano quella "potenza" che in esse si
trova; si dinamizza ed agisce.
Allorigine, prima della
confusione babelica, una sola lingua tramandò la sapientia di Adamo fino a Noé.
Scrive Gershom Scholem: "La generazione che volle erigere la Torre di
Babele abusò, in senso magico, di questa lingua santa per imitare lazione creatrice
di Dio. La lingua santa risulta da allora mescolata con elementi profani
"
(G. Scholem, Il nome di Dio e la teoria cabbalistica del linguaggio, Milano
1998).
Era dovuto a questo linguaggio divino la capacità di parlare col mondo dello
Spirito e possedeva "un legame immediato e diretto con lessenza delle cose
che voleva esprimere".
Era la lingua e la scrittura di Dio.
Questa scrittura era denominata dagli ebrei: "celeste" perché,
come scrive Cornelio Agrippa essa: "si trova delineata nelle costellazioni"
(Agrippa di Nettesheim, De occulta philosophia, 1510).
Nella lingua originaria, quella di
Dio, è racchiusa la sintesi e la comprensione di tutto, perché "nel vasto spazio
celeste
si trovano figure e segni, con cui è possibile svelare i segreti più
profondi, che sono costituiti dalle costellazioni e dalle stelle.
Tali figure splendenti sono le lettere dellalfabeto, con le quali Dio
ha creato Cielo e Terra" (Sohar).
Il segreto del creato, di ogni individuo, animale o cosa, sta tutto nella
riconquista della lingua sacra e le lettere dell' alfabeto ebraico, secondo quanto
affermano i rabbini ebrei, "sono costituite sulla base delle figure delle
stelle e perciò sono piene di celesti misteri, sia per quanto concerne la forma, la
figura e il significato, sia per quel che riguarda i numeri in esse contenuti
"
(Agrippa di Nettesheim).
"
gli alfabeti di tutte
le lingue recano in sé le tracce della antiche lettere"
(A. Kircher, Turris Babel, Amsterdam, 1679).
In Picatrix, (London, 1962) una raccolta ispano-araba, redatta in latino, che ebbe
diffusione a cominciare dalla fine del XIII secolo e che comprendente nozioni di
astrologia, formule magiche e testi di alchimia sulle operazioni di tracciamento dei
sigilli e la loro relazione coi pianeti, si legge:
"...li mettono in condizione di produrre effetti corrispondenti alla loro
natura particolare, i disegni di chi prepara i talismani vengono realizzati quando
i pianeti si trovano sopra di lui, al fine di conseguire effetti certi e, attraverso
laccurata combinazione di determinate cose segrete a lui note, di ottenere ciò che
desidera" .
Tutto è
numero-parola-suono e mentre con la scrittura si rende oggettiva e visibile la forza e il
pensiero, con la parola espressa ad alta voce o semplicemente pensata, la si rende fluida
e vibrante, potente come una freccia scagliata lontano; più lontano a seconda della
volontà impiegata.
" ...lalfabeto è insieme lorigine del linguaggio e
lorigine dellessere"
(G. Scholem).
Un segno tracciato in un certo modo
o certi suoni dal potere occulto, parole sacre o Mantra, possono avere una forza
incredibile o tremenda.
Per questo motivo Scholem afferma: "Il Mantra è una potenza che si presta
incondizionatamente a qualsiasi uso".
Paole, lettere, frasi intere vengono
usate tracciando talismani, ma non solo. Anche i numeri, che sono un tutt'uno con le
lettere, trovano la loro collocazione magica nella stesura dei talismani. Prendiamo ad
esempio i quadrati magici che sono simboli dellordine universale.
Enrico Cornelio Agrippa nella sua "Filosofia occulta" ci parla così dei
quadrati fatti da numeri che producono grandi meraviglie: "tavole sacre dei
pianeti e dotate di grandi virtù, poiché rappresentano la ragione divina, o forma dei
numeri celesti... secondo la proporzione delle immagini delle intelligenze superiori, non
altrimenti riproducibili che coi numeri e i caratteri".
Sono potenti ricettacoli di sottili forze che conferiscono loro particolari poteri.
Del quadrato magico del Sole, ad esempio, la cui addizione dei numeri di ciascuna fila dà
come totale sempre 111 e la somma totale di ogni numero-lettera è uguale a 636, (scrive
ancoralAgrippa) "Questa tavola piena di numeri presenta, dei nomi di Dio,
sia lintelligenza mirante al bene, sia il demone del male".
Non è cosa, questa, facilmente comprensibile ed ecco perché occorre celare
questi segreti meravigliosi al volgo, come scritto nei codici del Picatrix: "quia
non intellexerunt istas mirabiles puritates celatas...". (Non compresero queste
meravigliose energie celate).
Questo carattere magico-sacrale
delle lettere-numeri, riveste importanza primaria nellarte magica e nell'arte
talismanica.
"Nellarte talismanica
non è sufficiente scegliere un supporto astrologico o simbolico adeguato,
uninvocazione e i nomi dei geni magicamente potenti, è necessario inoltre ed
è soprattutto necessario che queste invocazioni, questi nomi sacri e questi
appellativi siano scritti o incisi secondo un alfabeto magico" (Jean
Marquès-Rivière, Amulettes, talismans et pantacles, Paris 1972).
Nel "Libro della Potenza",
secondo taluni, fonte principale del più conosciuto "La Magia Sacra di Abramelin il
mago", antico manoscritto risalente alla fine del XVII secolo e conservato alla
Bibliothéque de l'Arsenal di Parigi, è scritto che il mago, dopo aver ben tutto
preparato, inizia il rituale "a voce alta, perché il genio possa udirlo... e si
usano anche i numeri delle parole...".
"... e i gesti rituali, non ispirati dalla conoscenza vera, sono movenze
vuote; i simboli, i diagrammi, le figure non convogliano alcuna forza occulta: sono
soltanto segni
il cui significato è oscuro"
Jorg Sabellicus.
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