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LIBRI NERI E MALEDETTI


Grand Grimoire
Papa Leone III, Enchiridion
Armadel
La Clavicula Salomonis
Grimorium Honorii Magni
Il Grimorium Verum
Il Levegeton - Piccola Chiave
Al-Azif ( Necronomicon )
Il Delomelanicon Novem Portis

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libri maledetti
Non ce lo nascondiamo, siamo tutti attratti da ciò che è proibito e nascosto.
Se una cosa si può fare questa non suscita in noi un grande interesse dato che si tratta di cosa lecita e permessa e che rientra nella sfera dell'ordinario insipido, a volte banale. Mentre invece, tutto ciò che viene definito “proibito” fa scattare subito in noi la molla della curiosità. Qualcuno si frena di fronte all'ammonimento “non si può fare” mentre altri, proprio per questo, vi si tuffano a capofitto sperando di trovare chi sa che cosa nascosto dietro al velo del mistero. Ciò accade anche per i libri considerati proibiti, neri o maledetti che da sempre sono messi all'indice anche dalla chiesa. Basterebbe anche solo questo fatto per far nascere nelle persone una discreta ribellione ai secolari divieti. Ma che cosa contengono questi testi oscuri? Quali sono? Ne parliamo con l'intenzione di dissipare la pesante cappa nera e secolare che li avvolge. Se qualcuno prenderà spunto da queste parole per cercarli e leggerli si renderà conto che, in fondo e il più delle volte, non portano a niente e da nessuna parte se noi non siamo persone equilibrate e prepararle per approfondirli veramente.
Questi testi furono pensati per gli adepti e occorre una discreta sensibilità e conoscenza esoterica per comprenderli a fondo e per mettere in atto in modo corretto i segreti che custodiscono. Ma si sa che la suggestione è una gran brutta bestia e fa strage delle menti più deboli. I suggestionabili si feriranno da soli nel tenere in mano un testo di questo tipo o nel mettere in pratica le ritualistiche illustrate ( il più delle volte si tratta di libri di rituali ) e crederanno di aver varcato le soglie di un mondo ignoto mentre invece stanno solo spezzando l'equilibrio mentale che possiedono. In questo senso possono essere considerati libri veramente maledetti ma solo per il fatto che sono capaci di scatenare reazioni impreviste legate al nostro subconscio più profondo, alle nostre paure e alle nostre insicurezze. Credere di vedere qualcosa che non c'è, avere sensazioni anche tangibili che però non esistono; sono le conseguenze alle quali si può andare in contro ma solo, lo ribadiamo, se non non siamo all'altezza o amcora pronti per tali rivelazioni.
Ciò detto ( doveroso invero ) passiamo a illustrare alcuni titoli di questi libri. Non tutti sono sopravvissuti alla impietosa mannaia della censura della chiesa Medio Evale e sono quindi giunti sino a noi decisamente rimaneggiati, contaminati, corretti o, ancor peggio, sono letteralmente scomparsi, perlomeno per il largo pubblico, e non più pubblicati. E' probabile però che essi sopravvivano ancora nella versione originale e completa ma solo in qualche collezione e biblioteca privata.
Anche la chiesa non si è fatta mai mancare nulla in fatto di libri neri. Un tempo solo i nobili e gli uomini che vivevano in seno alla chiesa sapevano leggere e scrivere e solo loro erano i depositari dei saperi occulti risalenti anche ad epoche assai remote, riscritti totalmente a mano ( prima dell'avvento della stampa ) da certosini emanuensi affinché non andessero perduti in quanto considerati veramente preziosi. Eccone alcuni:

Armadel
La prima stesura manoscritta del Grimorio Armadel risale al 1625 e riportava questo titolo: "LIBER ARMADEL SEU TOTIUS CABALAE PERFECTISSIMA BREVISSIMA ET INFALLIBILIS SCIENTIA TAM SPECULATIVA QUAM PRATIQUA". La traduzione di tale manoscritto, conservato oggi nella biblioteca dell'Arsenale di Parigi, viene redatta da Samuel Liddell Mac Gregor Mathers, uno degli organizzatori dell'Ordine Ermetico della Golden Down, che però non si decise mai alla sua pubblicazione. Solo nel 1980 copie del volume fanno la loro prima comparsa in Inghilterra e successivamente in America.

Il Libro di Onorio

Meglio conosciuto come Grimorium Honorii Magni, risale probabilmente alla seconda metà del 1500 ma venne pubblicato per la prima volta in latino a Roma nel 1629, mentre esiste una traduzione in francese stampata sempre a Roma nel 1670. Insieme al Grand Grimorium ha una fama sinistra e diabolica sia per i sacrifici di sangue richiesti durante i rituali sia perché si rifà in parte a concetti prettamente cristiani che sicuramente all'epoca vennero ritenuti particolarmente blasfemi. Secondo l'intestazione il Libro sarebbe in realtà la trasposizione di una Bolla Papale emessa da Onorio III il Grande (successore di Innocenzo III che regnò tra il 1216 ed il 1227) con l'intenzione di dare a tutti i cristiani la facoltà e la possibilità di evocare e comandare i Demoni.
Da notare come nel Libro non si faccia espressamente riferimento al Diavolo così come inteso nella dottrina Cristiana bensì a personificazioni di forze magiche che posseggono polarità opposte, bene e male, così come tutte le componenti dell'universo,
In effetti il concetto di Diavolo risulta essere una trasposizione abbastanza semplicistica di un qualcosa che nella Bibbia non esiste assolutamente, così come non esiste nell'Alta Magia Tradizionale. I Rituali non si discostano molto da quelli contenuti negli altri Grimori, tranne per la loro caratteristica "cristiana", per l'ascolto della Santa Messa e per un particolare abbastanza innovativo a quel tempo: cioè l'identificazione dell'Officiante sia con Dio stesso che con l'entità evocata. Sequenzialmente si ritiene posteriore al Grimorium Verum.

Grand Grimoire
Questo volume viene considerato il libro più autorevole per quanto riguarda i patti con il diavolo e le evocazioni diaboliche. La data della sua stesura è incerta non essendo stati trovati manoscritti antecedenti la prima stampa che avvenne in Francia agli inizi del 1800. Attribuito per tradizione al veneziano Antonio del Rabbino il quale affermava di essersi basato sugli scritti autografi di Salomone egli divide il testo in due parti. Nella prima spiega dettagliatamente il rito per evocare Lucifuge Rofocale mentre, nella seconda, si parla dei patti da stringere con i demoni in cambio della propria anima e del proprio corpo. Da notare proprio in questa parte l'attenzione che viene data alla compilazione dei cosiddetti contratti, il patto scritto che poi è entrato nell'immaginario popolare, soprattutto riguardo le eventuali scappatoie e doppi sensi al fine di non rispettare il patto stesso. A completamento dell'opera viene riportata una serie di segreti magici che sono in realtà antichi rimedi tratti dalla medicina delle campagne ripresi probabilmente da qualche libro in voga nel Medio Evo.

Al-Azif ( Necronomicon )
Secondo le credenze il libro fu scritto da Abdul Alhazred, un arabo ritenuto folle, e che venne poi tradotto in inglese da un certo Olaus Wormius che finì i suoi giorni bruciato sul rogo. Al suo interno è possibile trovare tutta una serie di formule per evocare i demoni e altre forze diaboliche e si dice che, nella versione originale, le pagine e le relative rilegature fossero fatte di pelle umana prelevata da corpi di persone uccise per stregoneria. Inoltre pare che la lettura a voce alta di tale libro potesse evocare gli spiriti maligni e che alcune persone, dimenticatesi delle cautele, abbiano letto tale libro ad alta voce diventando poi vittime di incidenti orribili. Per questo esistono poche copie del libro e vengono custodite in biblioteche private tra cui quella Vaticana ma in stanze di sicurezza. Questo non è un libro destinato al pubblico ed è stato stampato principalmente per essere messo a disposizione di studiosi dell'occulto e sembra che le informazioni in esso contenute siano state riferite all'autore da forze soprannaturali.


Lovercraft, per la stesura del romanzo NECRONOMICON, si sia ispirato ad un vecchio manoscritto che fu realmente in suo possesso e che quindi tutto ciò che si trovava illustrato e descritto nel libro non fosse un'espressione di pura fantasia ma bensì fondato su matrici reali. Ad ispirare Lovercraft forse fu il testo medievale chiamato PICATRIX o forse, ancora meglio, l'ispirazione gli venne leggendo il LIBER ENEGUEMIS ancora oggi in commercio anche in lingua italiana pur se di non facile reperibilità. Questo ultimo è un testo ermetico antico che tratta di alchimia pratica, esoterismo e magia nera. Il Liber Aneguemis è conosciuto anche con il nome di Liber institutionum activarum ed è la traduzione latina di un perduto apocrifo arabo del IX secolo considerato da sempre il lato oscuro del Picatrix. Pico della Mirandola lo aveva bollato come ricettario nero. Il Necronomicon conterrebbe anche delle profezie che preannunciano la resurrezione del demone infernale con la testa di polipo chiamato Ctulhu che si trova, imprigionato negli abissi e che se ne resta in paziente attesa di poter tornare nuovamente sulla terra per governarla.
montagna dell'adepto
La montagna dell'adepto con i suoi 9 gradini
del cammino iniziatico


Il Delomelanicon Novem Portis

Sia la versione egiziana originale del testo che quella tradotta in greco si dice che siano andate oramai irrimediabilmente perdute e che solo quella redatta in latino in epoche successive sia riuscita a sopravvivere sino a noi. La versione tradotta in Grecia riportava sottotitoli come “la rivelazione delle tenebre” o “l'evocazione delle ombre” mentre la versione latina riporta i titoli “ De Tenebrarum Regis Novem Portis ( le nove porte del Re delle tenebre ). Si racconta che nel 1188 il libro si trovò nelle mani dei Templari, nel 1266 in quelle di Ruggero Bacone noto alchimista che ne modificò le illustrazioni e, nel 1592 in quelle di Giordano Bruno. Il testo è stato fonte di ispirazione per un romanzo dal quale è stato tratto il film LA NONA PORTA uscito nelle sale cinematografiche nel 1999 e firmato dal grande genio Roman Polanski, che si dice satanista nella scia di LaVey.
Fu proprio questa pellicola a riportare il testo di nuovo alla ribalta delle cronache. Se ne parla come di un libro maledetto firmato da Lucifero in persona ma svariati indizi ci fanno dubitare di questa ipotesi. Nelle 9 porte si riconoscono i 9 gradini della Scala dei Filosofi ( Scala Philosophorum che in altri testi, si compone invece di 7 gradini ) e quindi il testo ci pare illustrare più correttamente il cammino che l'iniziato compie per giungere verso la luce, ovvero verso la maturazione più profonda di Sé e la comprensione dell'Arte Alchemica. Lo si può dedurre anche dal fatto che l'origine del testo venga collocata in Egitto ( IX Dinastia ) la patria e la culla dell'Alchimia. Forse la sua fama sinistra è immeritata, o forse no. Essendo stato tradotto in latino, puo aver subito una qualche contaminazione che ne ha alterato i contenuti per tenere il volgo alla larga dal testo.


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