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Versione stampata a libretto in bianco e nero con rilegatura spillata. Formato tascabile Euro 5,00 l'uno

COLLEZIONE MINILIBRI WOO-DOO
LE SETTE POTENZE
Codice: LIB 367 - Numero di pagine: 23
Se mi chiedessero quando mi rivolsi per la prima volta a Dio saprei rispondervi. Avevo quattro anni, ero all’asilo e non dimenticherò mai quella statuina di Sant’Antonio col Bambino nel giardino della scuola materna. Era in una sorta di grotta al centro di una fontanella. Ricordo che mia madre mi aveva dato dei confetti di liquerizia, uno era per il mio amico Paolo, uno per Nicola e uno per me. Il mio lo avevo gettato nella fontanella chiedendo a quel bambino Gesù che la maestra quel giorno ci facesse uscire a giocare in cortile. Dopo un’ora ero nuovamente in quel cortile, sull’altalena. Ero stato ascoltato. Sant’Antonio ha decisamente segnato la mia vita, succesivamente mi sono rivolto a Lui per motivi decisamente più gravi e sempre, sempre, se anche non sono stato esaudito mi sono sentito accompagnato. Perchè ci si rivolge ai Santi? Perchè sono stati uomini e possono comprenderci. I Santi in fondo sintetizzano le Virtù della Divina Grazia ma ce le mostrano con un linguaggio semplice, immediato, chiaro. Nella cultura popolare si mescolano ad antiche divinità pagane, spesso dimenticate. Qualcuno dice che questo fenomeno, chiamato sincretismo, nacque puramente per nascondere, non è esattamente così: le divinità pagane erano semplicemente dei modi per rappresentare il divino, manifestazioni del Dio Unico e i Santi, così "più vicini" a noi in fondo riportano gli stessi valori e gli stessi insegnamenti.

SANTISSIMA MUERTE
Codice: LIB 368 - Numero di pagine: 40
In Messico il culto della Santa Muerte prende consistenza e si diffonde ogni giorno di più. Questa tradizione coniuga pratiche cattoliche con antiche credenze funerarie del popolo Azteco, in una forma unica di sincretismo dove religione, spiritualità, fede e brujerìa (stregoneria) diventano un tutt’uno inscindibile in un crogiuolo mistico di grandissima portata emotiva. Inoltre, come altri fenomeni religiosi sincretici di confine (quali ad esempio la santeria cubana negli Stati Uniti, o il culto quimbanda delle metropoli brasiliane), si esprime come simbolo di rivalsa delle classi subalterne contro le classi bianche dominanti. La sua natura religiosa trascende dunque la vera spiritualità, assumendo una portata sociologica grandissima. Il velo di mistero e segretezza che ha sempre accompagnato queste pratiche spirituali ha favorito la nascita di leggende e spauracchi che in realtà sono alieni alla natura religiosa di base.
 
SANTA MARTA
Codice: LIB 372 - Numero di pagine: 10 
Si tramanda che Santa Marta fosse di origine nobile. Suo padre si chiamava Syro, era duca di Siria, mentre sua madre Encharia. Dopo la morte dei genitori ereditò, insieme a sua sorella il castello di Magdalen, quello di Betania e parte di Gerusalemme. Secondo la tradizione Marta non ebbe mai un compagno e dedicò tutta la sua esistenza a servire Gesù. La leggenda di Santa Marta compare solo nel XII secolo. Essa narra che dopo l’ascensione di Cristo, i tre fratelli Lazzaro, Marta, Maria Maddalena e altri sarebbero stati imbarcati dagli infedeli su un'imbarcazione senza vele né remi, né timone, né provviste. Fu così che approdarono a Marsiglia. Santa Marta "molto eloquente e amabile con tutti " operò parecchie conversioni. La leggenda racconta inoltre che nei tempi in cui Santa Marta stava evangelizzando la Provenza un terribile dragone, la Tarasca, devastasse le fertili pianure della valle del Rodano e impedisse agli uomini di vivere tranquilli in quei luoghi. La Santa venuta a conoscenza del fatto, si recò nelle profondità dei boschi portando con sè dell’acqua benedetta. Dopo essersi avventurata nel fitto della foresta scorse la bestia nell’atto di divorare un uomo. Allora intinse un rametto d’issopo nell’acqua benedetta e la asperse tracciando il segno della croce. La bestia miracolosamente interruppe il suo pasto e strisciò ai piedi della Santa completamente domata e mansueta. Marta la legò alla sua cintura e la portò nella città di Tarascona, che dal drago pare abbia derivato il suo nome.

YANCA
Codice: LIB 382 - Numero di pagine: 17
OYÁ/YANSÃ Il vento e le tempeste Signora dei venti, delle bufere e dei temporali, Santa Barbara, è Yansã la regina di Koso, una delle tre mogli di Xangô. L’amazzone dalla pelle d'ebano é una delle Yabàs più conosciute e venerate di tutto il Brasile. Bella, di una bellezza selvaggia e aggressiva che non ha bisogno di trucchi o cosmetici per apparire, è passionale, focosa ed ardente come le donne commemorate dal famoso scrittore Jorge Amado nei suoi romanzi. Yansà non accetta vincoli o compromessi di nessun genere: la sua furia, nel momento dell'ira è più violenta e incontenibile di quella dello stesso Xangô. Anticamente Ojà era il nume tutelare del fiume Niger. Figlia di Yemanjá e Aganjú, prima di sposarsi con Xangô, Yansã fu compagna indomita d’Ogum Aiakà, il Rompe Mato Signore delle foreste; ma si raccontano anche alcune sue scappatelle con Oxossi Akerà. Secondo la leggenda Yansã sottrasse a Xangô il segreto per lanciare fuoco dalla bocca, e d’allora l’intrepida Yabà lancia fulmini, saette e scariche elettriche contro i suoi avversari, folgorandoli senza pietà e in maniera definitiva.

OXUM
Codice: LIB 381 - Numero di pagine: 22
OXÚM La Signora del fiume Se diamo uno sguardo al passato noteremo, che tutte le grandi civiltà e le più importanti culture della storia dell'uomo, sorsero in prossimità di un grande corso d'acqua. Gli antichi Egiziani costruirono vicino al Nilo le loro città; la cultura mesopotamica si sviluppò sul Tigri e l’Eufrate; i cinesi espansero la loro cultura sulle sponde del fiume Giallo. Ancor oggi la presenza di un fiume significa acqua per l'uomo e per i suoi animali, la crescita dei prodotti della sua terra. L’acqua é sinonimo di vita, di progresso é abbondanza e sviluppo: ma non solo, un corso d'acqua favorisce gli spostamenti, i trasporti e soprattutto, i contatti con altre popolazioni, perciò la comunicazione e lo scambio culturale. In Europa occidentale, nel periodo medievale, i fiumi rappresentavano la via di comunicazione più sicura, meno costosa e funzionale.

YEMANJA
Codice: LIB 380 - Numero di pagine: 21
YEMANJÁ Luna e stella del mare La regina del mare Yemanjá è la sintesi dell’elemento acqua, culla di tutte le creature; è il liquido amniotico in cui gravita l’essere prima di diventare tale. Lei è la luna, madre e vergine, sorella e sposa; é la più importante figura femminile di tutti gli Orixás é la sirena che attrae, piena di fascino e mistero. Signora della fecondità e della consolazione, Yemanjà rappresenta l’amore e la serenità, ma nel momento dell’ira quando la sua energia manca d’equilibrio, si rivela una spietata e terribile nemica. Nelle sue acque nere e profonde naufragano tutte nostre speranze, inghiottite nel pauroso gorgo di Calunga, l’Abisso insondabile, che l’uomo conoscerà solo dopo la morte.


MISTERIOS
Codice: LIB 390 - Numero di pagine: 36

La parola vudù è uno di quei termini che maggiormente stuzzicano la fantasia delle persone e produce nella mente delle persone immagini di zombi, bambole trafitte da spilli, magia nera. Cinema e tv hanno ricamato su queste tematiche al punto da distorcere completamente una tradizione religiosa che non ha nulla a che vedere con la stregoneria come siamo abituati a concepirla. In realtà si tratta della più antica religiosità del mondo. La parola vudù viene dalla lingua fon e significa spirito ma va intesa nella santeria dominicana come spirito che permea l’intero universo della presenza del Dio unico e creatore Papa Bondyé (Papà Buon Dio). Esistono in primo luogo diverse tradizioni di vudù. Queste, pur avendo una matrice comune, l’Africa, ed affinità, sono in realtà molto diverse, nei miti, nella ritualità, nelle pratiche, nella concezione metafisica e negli spiriti cultuati. Persino il modo di concepire le entità varia da un luogo all’altro. È un po’ come parlare di Cristianesimo, troviamo il cattolicesimo romano, il cristianesimo protestante, le sette evangeliche… tutti hanno in comune la figura di Gesù Cristo, ma ciascuna la interpreta differentemente in ragione di personaggi illuminati che hanno fondato una "nuova" religiosità, o in ragione di motivazioni politiche che hanno spinto una particolare Chiesa, è il caso di quella anglicana ai tempi di Enrico VIII, a staccarsi dalla madre chiesa di Roma. Il vudù africano delle origini è ancora praticato in Africa, in Togo e Benin, ma è profondamente differente dai vari tipi di vudù che troviamo nella diaspora. Il vudù haitiano è sicuramente quello più conosciuto. Viene chiamato 21 nachons (21 nazioni) perché le divinità vengono cultuate in base al luogo di provenienza originario secondo specifiche modalità. Ruota attorno alla struttura del’hounfor (tempio) ciascuno dei quali retto da un sacerdote o una sacerdotessa (houngan e mambo). È estremamente complesso nella ritualistica ed elaborato nelle pratiche. Si arriva al sacerdozio solo dopo molti sacrifici, fisici ed economici, ed occorrono anni per riuscire a completare il ciclo iniziatico che lo caratterizza. Il vudù di New Orleans deriva da quello haitiano ed ha un’impronta profondamente magica. In rapporto a quello haitiano è semplificato, si cultuano meno divinità ed anche la ritualistica risulta meno complessa e strutturata. Il vudù di Puertorico è chiamato Sanse ed è una sorta di spiritismo di Umbanda associato ai lwà, mentre il vudù dominicano, quello di cui ci occuperemo in questo testo si distingue per il forte ricorso al sincretismo e per le modalità di culto




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