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E' uno dei Sabbat minori. Il giorno e la notte hanno la stessa durata.
E' favorevole ai rituali ed alle operazioni attive.

Celebriamo quindi il ritorno della fertilità della terra


pachamama



"Il male più grande tra gli uomini è l'ignoranza su Dio. Dove correte, o uomini, ubriachi per aver tracannato il vino dell'ignoranza, si che nemmeno potete sopportarlo e già lo state vomitando? Tornate sobri, smettetela! Alzate lo sguardo con gli occhi del cuore, e se non tutti voi potete, lo facciano almeno quelli che possono. Giacché il male dell'ignoranza sommerge tutta la terra e rovina l'anima imprigionata nel corpo, senza lasciarla approdare al porto della salvezza. Non lasciatevi dunque trascinare dalla forte corrente, ma, sfruttando il flusso, voi che potete approdare al porto della salvezza, gettatevi l'ancora, cercate una guida che vi conduca alle porte della conoscenza, dove si trova la luce splendente, pura da ogni tenebra, dove nessuno è ubriaco ma tutti restano sobri levando lo sguardo con il cuore a colui che vuole essere contemplato.
Egli infatti non è udibile, dicibile o visibile con gli occhi ma con l'intelletto e con il cuore; prima di tutto bisogna che tu laceri da parte a parte la tunica che porti, la veste dell'ignoranza, il sostegno del male, il vincolo della perdizione, il recinto di tenebra, la morte vivente, il cadavere sensibile, la tomba che ti porti dietro, il ladro che abita in casa tua, colui che ti odia per le cose che ama e ti invidia per le cose che odia. Questo è il nemico che hai indossato come una tunica, che ti strozza e ti trascina verso di se; ma tu avendo alzato lo sguardo e contemplato la bellezza della verità e il bene che in essa risiede, non odi il male del nemico e comprendi le macchinazioni ordite contro di te. Egli rende insensibili quegli organi di senso che non appaiono e che non sono ritenuti tali, ingombri di tanta materia e colmi di abominevole voluttà, affinché tu non oda le cose che devi udire e non veda le cose che devi vedere."

TRATTO DAL CORPUS ERMETICUS DI ERMETE TRISMEGISTO

Vedi anche: ADDA NARI - LA DIVINITA' INDIANA DEL SAPERE OCCULTO E DELLA NATURA

PACHAMAMA la Madre Terra e l'Albero della Vita della Cabala.

In lingua Quechua il termine Pachamama significa “Madre Spazio Tempo” o "Madre Universo", o Madre della Terra. È la divinità venerata dai popoli dell'altopiano andino che vedono in lei la Dea della terra, dell'agricoltura e della fertilità. Non è molto diversa dalla Dea Madre della nostra cultura. La stessa figura la si ritrova in ogni parte del mondo sotto sembianze diverse e sotto un diverso nome a seconda della cultura e della civiltà dominante. Cambiano i modi per esprimere un concetto ma il succo di questo resta sempre uguale, fondamentalmente, per tutti i popoli umani. Anche Pachamama come la nostra Latona (  vedi il capito che Bethelux le ha dedicato ) dall'unione con il Dio del Cielo ebbe due gemelli, un maschio e una femmina rappresentanti, anche qui, l'equilibrio del Binario, Sole e Luna, come vedremo in seguito. Pachamama restò vedova e sola con i suoi figli e sulla terra regnò l'oscurità sino a quando non riuscirono a scorgere una luce che vollero seguire, superando luoghi impervi e combattendo i mostri che ostacolavano il loro viaggio. Questi non furono i soli pericoli che dovettero affrontare per giungere alla luce. Incontrarono anche un uomo chiamato Wakon che divorò il corpo di Pachamama. L'uccello che annunciava l'alba disse ai due gemelli che cosa era successo alla madre e con uno stratagemma essi riuscirono a sfuggire all'uomo e ad un eguale destino andandosi a nascondere nella tana di una volpe. Wakon li inseguì sino alla cima di una montagna dove per fortuna cadde in un burrone causando un violento terremoto. Il loro padre dal cielo vide il tormento dei figli e poté così venire in loro soccorso trasformando i due gemelli orfani nel Sole e nella Luna.
Quì si riconosce la metafora del cammino iniziatico che ogni uomo, nato dalla terra e dalla materia, deve intraprendere per comprendere quale sia il suo vero posto nella vita, distaccandosi da essa quanto basta per giungere in fine ad una nuova consapevolezza di sé dato che l'Uomo è al contempo carne ma anche Luce Divina. L'uomo è ignaro di ciò che è. Il percorso non appare però così semplice come si vede dal viaggio di Pachamama verso la luce e i mostri che le appaiono lungo la via che sono la rappresentazione degli ostacoli da affrontare procedendo ma che comunque, tutte le difficoltà, sono da considerarsi come prove ed esami da superare prima di giungere al meraviglioso traguardo.
Pachamama è raffigurata con le cime dei monti, che sono i suoi seni dai quali sgorgano i fiumi che sono il suo latte di vita e con i campi che sono il suo fertile grembo.  Pachamama è quindi la dea della fertilità e dell'agricoltura, che sfama i suoi figli ma che può anche diventare crudele producendo i terremoti che servono a far capire agli uomini che devono sempre amarla ed onorarla e mai mortificarla ( come purtroppo avviene oggi ) affinché la vita possa continuare a rigenerarsi. Il culto delle Dee Madri ci parla di una spiritualità che risiede in ogni cosa e anche, quindi, del concetto che tutto è divino e sacro proprio perché ogni cosa vivente, visibile o invisibile, ha origine dalla comune scintilla che dona la vita.
Un tempo molti popoli seguivano questa dottrina, vivendo in comunione perfetta con la natura ma poi, con l'avvento di una nuova concezione patriarcale della spiritualità, tali concetti sono stati accantonati anche se per fortuna non del tutto. I valori di rispetto verso la natura, gli animali e l'uomo sopravvivono nelle antiche dottrine e anche le Streghe continuano a portare avanti questo lavoro vecchio di secoli mirato allaa ricerca di una nuova e fruttifera armoniosa unione con tutto ciò che ci circonda.
La madre Terra ci da la vita, ci da da mangiare e poi un giorno ci mangerà per poter riciclare gli elementi vitali nostro corpo in altra nuova vita.





L'Albero della Vita

"Così in alto così in basso..."
Ermete Trismegisto

l'albero della vita
L"'Albero della Vita", chi studia la Cabala lo sa, è detto anche “la scala di Giacobbe" (vedi genesi XXVIII, come in inizio Bethleux), la cui base poggia sulla terra e la sua cima tocca il cielo.
Lungo di essa gli angeli, cioè le molteplici forme che animano la creazione, salgono e scendono in continuazione.
Lungo di essa sale e scende anche la consapevolezza degli esseri umani e le preghiere e i pensieri di tutti coloro che cercano Dio ( non il Dio terreno di qualsiasi religione umana creata dall'uomo ma il Dio primordiale, la forza primigenia dalla quale tutto ha avuto origine e che resta in noi sino a che abbiamo vita ) e questi pensieri appartengono a tutti coloro che desiderano esplorare regni sempre più vasti e perfetti dell'Essere Umano che è al contempo divino e carnale.
La Cinquantesima Porta della Conoscenza è detta "la Porta del Signore, "attraverso la quale vengono i giusti".
Questi concetti espressi qui sommariamente e appena accennati, sta ad ognuno di noi approfondirli e farli propri, capirli, non con l'intelletto ma bensì con il cuore.
portae lucis




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