"IO FUI QUEL CHE TU SEI,  TU SARAI QUEL CHE IO SONO.
PENSA MORTAL CHE IL TUO FINE E' QUESTO E PENSA PUR
CHE CIO' SARA' BEN PRESTO!"


Lei è nera, terribile e temuta da tutti. La chiamano " la morte ", l'innominato o la Nera Signora con la falce.
Ha tantissimi nomi cherichiamano alla mente la sua tetra figura ma nessuno mai la vorrebbe veramente chiamare anche se in alcuni momenti della vita a tutti è capitato di invocarla. Ma lei non viene mai se lo vogliamo accanto. Lei arriva solo all'improvviso quando il nostro tempo è ormai scaduto. Non sappiamo quando potrà essere questo momento e ciò è un bene perché altrimenti si vivrebbe male sapendo quando scocca l'ora della nostra dipartita da questo mondo.
L'uomo vive come se fosse eterno e questa illusione in un certo senso ci è salutare.
Sappiamo che lei ci segue paziente e ci aspetta in silenzio, ci lascia andare anche nei momenti più critici perché lei ci vuole ma solo quando i granelli di sabbia sono terminati nella nostra clessidra. Lei dimora nei cimiteri, dentro i sepolcri, aleggia sulle nostre teste in paziente attesa.
Quello che abbiamo con lei è un appuntamento che non possiamo cancellare ma non possiamo ignorare il fatto che il suo nome, anche se tetro, è sinonimo di trasformazione e di rinascita.
Siamo imprigionati nella materia sino a quando lei non viene a liberarci da affanni e dolori autoimposti e quelli che il destino ci riserva. Detta così sembra proprio una benefattrice . .  e chi lo sa, magari lo è davvero, basta vedere la cosa sotto un aspetto diverso. ..
Non le si può sfuggire e quindi accettarla, in fondo, è la miglior cosa che si possia fare. Ella si trova scolpita sulle lapidi, sulle tombe e sulle facciate di numerose cripte. Ha il volto e il corpo scheletrico, la falce affilatissima stretta in una mano e la clessidra, simbolo del nostro minimo tempo di vita, nell'altra.
E' l'iconografia di come diventerà il nostro corpo materiale abbandonato senza vita su questa terra.

" Io son partito poi così d’improvviso
che non ho avuto il tempo di salutare
istante breve ma ancora più breve
se c’è una luce che trafigge il tuo cuore
L’arcobaleno è il mio messaggio d’amore
può darsi un giorno ti riesca a toccare
con i colori si può cancellare
il più avvilente e desolante squallore
Son diventato sai il tramonto di sera
e parlo come le foglie d’aprile
e vivo dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso
Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire
Son diventato sai tramonto di sera
e parlo come le foglie d’aprile
e vivo dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire"


L’arcobaleno - Testo: Mogol - Gianni Bella
Cantata da Adriano Celentano


Si racconta che il testo di questa canzone fosse stato dettato dallo spirito del grande cantante defunto, Lucio Battisti, alla medium Paola Guidelli.
Nel gennaio 2002, la stessa Guidelli ammise di essersi inventata tutto quanto, che non solo non era mai stata contattata da Battisti ma non era mai stata nemmeno una medium a differenza di quanto affermato in precedenza.
Alla richiesta del perché del suo gesto, la Guidelli rispose di averlo fatto "per dimostrare quanto al mondo si speculi sul paranormale e come la legge non tuteli i diritti di chi non c'è più. ".
La sua, quindi, sarebbe stata una sorta di denuncia nei confronti dei collaboratori o presunti tali del cantante che sfruttavano la sua immagine anche dopo la sua morte.

Mogol, in seguito alla smentita, continuò a parlare di questi avvenimenti nel corso di diverse interviste senza far menzione della ritrattazione.
 

Qualunque sia la verità, se ascoltiamo bene le parole della canzone, ci accorgiamo però, non volendo, quanto questa canzone sia stata fatta molto bene, veritiera in più punti, se accostata ai defunti anche se non sarebbe un risultato voluto, è capace di far cadere chiunque nell'inganno. Anche se la storia non è vera la canzone è veramente bella e tutta da ascoltare.

reaper



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