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occhietto IL CAMPO DEL VASAIO
( PARTE SECONDA )

isola della morte new york
Il campo del vasaio -  l'isola di morti
reaper indica
Il campo del vasaio -  l'isola di morti

Hart Island è chiamata il campo del vasaio o più semplicemente l'isola della morte.
Nessun nome è più azzeccato di questo dato che l'isola è, a tutti gli effetti, un immenso cimitero dove nel tempo sono stati seppelliti, o meglio, ammassati, milioni di cadaveri. L'isola si può cosiderare come l'enorme fossa comune di New York è qui che tantissimi cadaveri si trovano interrati per lo più in casse anonime recanti solo un numero, una sorta di codice riconoscitivo, impilate una sopra l'altra e sotto svariati metri di terra.

hart island
Hart Island - La prigione
hart island
L'ospedale abbandonato
interno ospedale hart island




E pensare che in principio, nel 1864, l'isola era usata come un campo di addestramento per le truppe di colore dell'esercito statunitense e poi, successivamente, era stata trasformata in un campo di prigionia durante la guerra civile e poi, ancora, fu la sede di un istituto psichiatrico e di un sanatorio per tubercolotici.
Ma non è la sua ultima destinazione dato che poi l'isola divenne sede di un riformatorio maschile, di una prigione, un centro di riabilitazione dalla droga e, ora davvero per ultimo,
è stata trasformata come quella che oggi è diventata un immenso luogo di sepoltura di massa, Nel 1977 l'isola apparteneva al dipartimento dei parchi e delle attività ricreative di New York City anche se vi erano già stati seppelliti almeno un milione di cadaveri, molti dei quali senza nome, di chi purtroppo  wea costretto a vivere per strada, gli indigenti e tutte quelle salme mai reclamate dalle famiglie e alle quali non era mai stato fatto un qualsiasi tipo di funerale. L'accesso all'isola era quindi limitato e il servizio di traghetti era usato solo per il trasferimento dei detenuti e dei  malati incurabili. Nel 1870 il luogo venne usato anche per il trasporto degli ammalati mentali e di chi era affetto da febbre gialla dato che l'isola era la sede di un ospedale attrezzato per le quarantene. Un lotto di terreno dell'isola, nel 1924, fu venduto per la costruzione di un parco divertimenti rivolto a persone di colore che, per la legge del tempo, non era permesso usufruire dei parchi di New York. Avevano iniziato a costruire anche delle sale da ballo e delle abitazioni civili ma non era una zona molto ambita risultando troppo vicina sia alla prigione, utilizzata come carcere effettivo sino al 1966, sia dai lazzaretti.

l'isola della morte
il campo del vasaio

L'isola era diventata un ghetto per malati, detenuti, persone di colore e cadaveri ...
Ogni progetto per "riabilitare" l'isola è stato stato purtroppo abbandonato da tempo in quanto è stata da sempre sfruttata solo come un enorme cimitero.
Nel 1985 vi furono seppelliti i primi corpi di persone morte di AIDS, in fosse molto profonde e in una zona remota perché all'epoca si credeva che questi cadaveri potessero essere contagiosi anche se poi migliaia di altre casse contenenti i corpi di persone morte per AIDS iniziano ad essere decisamente e volutamente stipate sull'isola anche se il loro numero preciso resta all'oggi ancora sconosciuto. Gli edifici più datati e costruiti sull'isola sono oramai caduti quasi tutti in rovina e molti di questi furono demoliti nel 2022 anche per fare altro spazio a nuove continue sepolture. Nel 2016 l'uragano Sandy si è abbattuto sull'isola riportando in superficie molti degli scheletri che qui furono sepolti.
Il campo del vasaio è quindi solo un enorme cimitero composto per lo più da fosse comuni di corpi che non hanno nome. Di questi ne engono stimati a numeri impressionanti sia di adulti che di bambini. Qui hanno trovato posto anche le salme di chi è stato falciato dalla più recentemente epidemia di COVID.
Il cimitero pubblico di Hart island, anche se ospita per la maggior parte dei corpi di indigenti non reclamati, ospita anche dei personaggi famosi in america come ad esempio un attore che vinse un oscar caduto poi in declino con problemi di dipendenza e un attivista sindacale e cantautore. Tutti e comunque dei morti dimenticati.

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