
Il
cimitero più grande si trova a Najaf nel sud dell'Iraq e il suo nome è
Wadi-al-Salam che tradotto significa Valle della Pace.
Mai nome fu più adatto di questo. Questo immenso cimitero si estende per circa 6
chilometri e ospita circa 5 o 6 milioni di corpi mentre, il cimitero più
piccolo, è conosciuto come Cemitério
dos Anjos o Capelinha e si trova a Rio Negro nello stato del Paranà in Brasile.
Misura a malapena 19,25 metri quadrati e lo si può trovare persino nel
libro dei Guinnes dei record dove è inserito sin dal 1996. In questo piccolo cimitero
si trovano gli ossari di 50 bambini deceduti prematuramente.
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Le bare sospese dei Bo - Cina


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Torri del silenzio di Yazd

Le
TORRI DEL SILENZIO chiamate Dakhma, sono antiche strutture circolari a
cielo aperto utilizzate dagli Zoroastriani, i seguaci di Zoroastro,
impiegate per la scarnificazione dei defunti. Gli Zoroastriani
possiedono un grande rispetto verso i 4 Elementi che si trovano
all'ogigine del mondo e della vita terrena mentre, un corpo senza vita,
viene considerato impuro e per evitare che possa inquinare la Terra con
un qualche tipo di sepoltura, era usanza depositare i cadaveri in cima
a queste torri per far si che gli eventi atmosferici e gli avvoltoi o
altri uccelli carnivori, potessero consumarne le carni senza vita. Le
ossa una volta ripulite venivano raccolte in un pozzo centrale.
Le
torri sono chiamate del Silenzio perché le varie fasi della cerimonia
venivano eseguite in rigoroso silenzio ed era fatto esplicito divieto
di parlare e lamentarsi. La struttura possiede alte mura che misurano,
in modo variabile, dai 10 ai 30 metri e il suo centro è diviso da
cerchi concentrici, uno per contenere le ossa degli uomini, uno per le
donne e uno peri bambini. Le Torri del silenzio più note si trovano in
Iran a Yazd. L'usanza era in vigore fino alla loro chiusura imposta dal
governo negli anni '70.
Anche in India, nelle comunità Zoroastriane, si possono trovare delle
Torri ancora parzialmente in attività
in località come, ad esempio, nel Malabar Hill a Mumbai sebbene il
forte calo delle popolazioni di avvoltoi stia mettendo in crisi
l'intera pratica che oggi affronta numerose diffoltà per essere portata
avanti. Gli addetti al trasporto dei cadaveri si chiamanoNāsāsālar che
tradotto significa "coloro che si prendono cura di ciò che è impuro"
sono gli unici che possono toccare i cadaveri.
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Le prime sepolture
preistoriche conosciute risalgono al tardo paleolitico e le dobbiamo all'Uomo di
Neandertal.
Per
i Greci la sepoltura dopo il decesso è molto importante per evitare che il
defunto possa rischiare di vagare in eterno senza pace. Prima dell'VIII
secolo era diffusa la sepoltura in pozzi profondi poi
la sepoltura detta a camera dove, in grandi stanze, venivano tumulate
famiglie intere assieme a sfarzosi corredi funerari per sottolineare lo
status che il defunto e la famiglia avevano raggiunto nella società
quando erano in vita. Ricordiamo ad esempio le sepolture sfarzose degli
antichi egizi e prima della tumulazione, il corpo del defunto veniva
mummificato con un prociso rituale noto solo ai sacerdoti e che poteva
avvenire solo dopo aver estratto dalla salma gli organi deperibili compreso
l'ormai inutile cervello che veniva estratto dal naso con un apposito
uncino, Tra
gli organi estratti figurava anche il preziosissimo cuore
sede dell'anima che veniva deposto in uno dei vasi chiamati kanopi.
Tornando ale cerimonie legate alle tumulazioni ve ne sono di numerose e
si differenziano a seconda delle
varie religioni professate ma non sempre sono considerate necessarie.
Oggi è stato
ideato anche un modo "ecologico" di trattare il cadavere per far si che
possa riciclarsi il più possibile nel terreno. In alcune culture legate
agli Indiani d'America, agli Zoroastriani a
Bombay o anche in Tibet vengono erette le cosiddette TORRI DEL SILENZIO
( vedi anche in Argomenti e Misteri su Bethelux ) dove i corpi sono lascianti letteralmente in balia degli elementi e
degli avvoltoi o di altri uccelli divoratori di cadaveri.
Qualcuno pratica anche il cannibalismo post-mortem ma è una pretica
assai rischiosa che favorisce il diffondersi di malattie portate dal
prione Kuru che causa il rapido deterioramento delle funzioni mentali e
la perdita della coordinazione. Ma nonostante questo il cannibalismo è
una pratica ancora in uso come ad esempio tra
gli indigeni della Nuova Guinea o delle isole Fiji, dove è intensamente
praticata e anche in India o in alcuni paesi Africani come il Congo e
la Liberia.
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Zoroastro

TORRI DEL SILENZIO cumulo di ossa umane
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