Anche
le Streghe di oggi fanno uso degli strumenti usati al tempo del
culto dedicato ad Anna Perenna.
Le Streghe inseriscono abitualmente
delle monete
all'interno di un rituale per pagare simbolicamente la realizzazione di
un desiderio, le
candele ed altre luci vengono accese all'interno dello spazio di
un rituale così come le
brocche o i calici contenenti acqua sono presenti e inseriti nel nostro
rito dove sono presenti anche i simboli di protezione e attrazione
rappresentati dai 4 elementi espressi nel seguente modo:
ACQUA/acqua - TERRA/monete - ARIA/incenso e FUOCO il fuoco
delle candele che bruciano poi la nostra richiesta scritta su carta.
Oggi si usa la carta al posto del piombo di allora data la sua alta tossicità. E poi le
figure antropomorfe, le bamboline ( o Dagide ) i simulacri odierni
composti anche con
materiale organico come limoni, aranci, patate, mele ecc.. si
trovano spesso inseriti nei nostri rituali odierni sia che siano di offesa, di
difesa o di
guarigione. Il simulacro, per divenire tale, va battezzato con il nome
della persona sulla quale vogliamo agire. Qui sotto lo schema di un
rito ad Anna Perenna personalizzabile a seconda dei nostri scopi, con o
senza l'inserimento di un simulacro.
Anche il lavoro della Strega si evolve con il tempo pur mantenendo intatti alcuni elementi e alcuni gesti.
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RITO PER ANNA PERENNA
Lo spazio
dedicato al rito deve essere purificato con i fumi di un incenso composto con rosa, anice e
lavanda seccati e ridotti in polcere. Accendere 3 candele, le 2 di equilibrio ( la nera
a sinistra e la bianca a destra ) e una di color giallo disposte al vertice del
triangolo.
Munirsi di carta pergamenata o semplice carta bianca sulla
quale scrivere il desiderio che vogliamo vedere esaudito. Mettere una moneta vicina alle
candele, una coppa contenente acquae battere a terra per 3 volte con il piede destro dicendo:
"Il
mio potere dimora negli innumerevoli nomi del Nume, lo stesso che
generò gli Dèi e gli innumerevoli Universi, e che ora per la sua
immensa bontà dona la possibilità di purificare con gesti, parole e
volontà, luoghi ed armi e strumenti e persone, per la forza del
Fuoco e dell’Acqua, per la Terra e l'Aria, affinché tutto, in
questo luogo di potere e di forza, sia puro!"
Dire quindi quanto segue:
"Splendenti
Signora del Cielo, Signora della Luce Risplendente, Dea della
fecondità, della vegetazione, della bellezza e dell'amore, ascolta il
mio richiamo, o grande Madre Anna Perenna ed accetta le mie offerte. Io desidero ( leggere con partecipazione quanto scritto ) e terminare con "Grande Madre esaudiscimi".
Bruciare il foglietto al
fuoco della candela gialla.
Quando tutte le candele saranno consumate battere
nuovamente a
terra per 3 volte con il piede destro per chiudere il rito e ringraziare con il cuore.
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IL CULTO OSCURO DI ANNA PERENNA
Anna
Perenna era una Dea molto venerata presso i romani antichi.
Ella era considerata legata al perpetuo scorrere degli anni che si susseguono e che sono vissuti, da tutti gli esseri umani, come apparentemente e
illusoriamente perpetui ed infiniti.
Nessuno pensa che un giorno questo ciclo avrà fine e nessuno può nemmeno sapere quando questo accadrà.
Ella rappresenta
anche
la Dea dell'abbondanza dei raccolti e quindi del nutrimento e della vita. Per questo motivo, ma non solo per questo, veniva e viene venerata ancora da molte persone.
La
radice sanscrita del
suo nome è
"ann"
che
infatti significa "cibo". Annis Perennis (
Anna Perenna ) è la divinità
delle acque, della Terra e la
sua festa
coincide, per le Streghe
anche quelle odierne, con l'inizio della primavera quando
la
Natura feconda
si risveglia e la Terra si prepara all'imminente semina in vista del successivo raccolto. Nello
specifico Anna Perenna era festeggiata il 15 Marzo e, come riportato dalle
antiche cronache romane, con grandi e sontuosi
banchetti, danze, canti sino oltre, nei casi più estremi, allo
sfogo dilagante e liberatorio di orge sfrenate e grandi ubriacature.
Questo è quanto
facevano gli antichi romani ma oggi i tempi sono cambiati si
preferisce festeggiarla in un modo
più pacato ma sempre e comunque spontaneo ed appagante. Questi festeggismenti un tempo avvenivano nel
bosco sacro dedicato alla Dea ( citato
anche da Ovidio nei suoi "Fasti" ) ubicato
dagli storici nel quartiere degli attuali Parioli a Roma dove, nel 1999, è stata
rinvenuta la
fonte votiva dedicata ad Anna Perenna unitamente ad altri numerosi manufatti legati alle
pratiche magiche del suo culto.
Gli oggetti ritrovati sono monete, lucerne, brocche in ceramica, un paiolo
e alcune figure antropomorfe in cera inserite a testa in giù all'interno di
contenitori di piombo.
Questi
oggetti erano chiamati “defixiones”, maledizioni, oggi esposti al Museo nazionale romano delle Terme di
Diocleziano. Se ne deduce che la Dea avesse 2 volti, quello positivo legato al cibo
che perpetua la vita e quello negativo legato invece alla inevitabile morte di ogni essere vivente.
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