confraternita della buona morte
LA CONFRATERNITA DELLA BUONA MORTE e la Chiesa dei Morti ad Urbania
confraternita della buona morte
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urbania
urbania chiesa dei morti
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Entriamo in punta di piedi e con estremo rispetto in questo luogo del silenzio sito ad Urbania.
Questa è la chiesa dei morti edificata nel 1380 e dove, da più di 4 secoli, riposano le salme ben conservate di persone comuni che vissero in estrema povertà, i giustiziati e i condannati a morte; coloro che da sempre si trovavano ai margini della società. Di loro si sono presi cura gli affiliati della Confraternita della Buona Morte che si occupava anche dei malati, assisteva i moribondi e poi davano loro sepoltura e registrandone il decesso. Qui la mummificazione è avvenuta in modo pressoché naturale per merito di una muffa che ne prosciugò i liquidi corporei. In questo luogo è presente il corpo di una mamma che morì durante un parto cesareo, quella di un giovane ucciso accoltellato, di un uomo che fu sepolto vivo in uno stato di morte apparente e vi è anche la salma del Priore stesso della Confraternita rivestito con la tunica bianca e nera che usava nelle cerimonie funebri. Nella seconda metà del 1500 si ha notizia di nobili che si riunivano in adorazione del Cristo Morto ed è probabile che fu da quel momento che, in svariate parti d'Italia, sorsero le numerose Confraternite della Buona Morte ciascuna operante sotto la protezione di un santo. A loro si deve anche gran parte dello smaltimento delle persone che in quegli anni morirono di peste disseminando intere campagne e città di cadaveri maleodoranti e in putrefazione. Oltre a seppellire i morti, le varie Confraternite, iniziarono anche a dare aiuto alle persone più bisognose sino alla loro morte.
Qualche "maligno" vociferò che le intenzioni caritatevoli iniziali andarono poi a svanire e che la confraternita, quella dei primordi, prese ad "eliminare" direttamente i poveri assistiti. . . Ma questa è un'altra storia ...


"Nell'anno del Signore 1538, alcuni devoti Christiani, vedendo che molti poveri, li quali o per la loro povertà, overo per la lontananza del luogo dove morivano, il più delle volte non erano sepolti in luogo sacro. ovvero restavano senza sepoltura, e forse cibi di animali, mossi da zelo di carità e pietà, instituirno in Roma una Compagnia sotto il titolo della Morte, la quale per particolare instituto facesse questa opera di misericordia tanto pia, e tanto grata alla Divina Maestà di seppellire li poveri morti".

"Statuti della Ven. Arciconfraternita della Morte ed Oratione approvati e confermati nell'anno 1590"
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