Alchimia

Il termine "Alchimia" nasce in Egitto e deriva da un attributo di Iside "la nera" o kemia, in egiziano.
L'opera Alchemica ripete il ciclo di Osiride così come ci è stato tramandato da Plutarco e il suo senso è strettamente legato al ciclo di morte e rinascita.
L'Alchemia sia quella che un tempo veniva svolta in modo attivo tra storte ed esperimenti chimici e sia quella più strettamente filosofica, inizia sempre con una discesa o "descensus" nel buio della materia e prosegue con una successiva ascesa o "ascensus" e ancora con la "sublimatio" che libera in fine lo "spiritus mercurialis", fase maggiormente nota come la "quintessenza".



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Il concetto si sintetizza ermeticamente con la frase: QUANDO IN TUA DOMO, NIGRI CORVI, PARTURIENT ALBAS COLUMBAS, TUNC VOCABERIS SAPIENS" cioè a dire quando i neri corvi ( la materia da sublimare ) si trasformano in bianche colombe ( la completezza e la conprensione ), l'uomo può essere finalmente definito un sapiante. Questa è ovviamente una metafora. L'Alchimia ci parla della trasformazione interiore e oggi si pratica con modi assai più sottili e lontani dalle sperimentazioni attive di laboratorio come quelle di un tempo. Oggi la pratica dell'Alchimia si esegue con il lavoro interiore e ci viene in aiuto, in questi tempi moderni sempre più vuoti e violenti, per non farci perdere del tutto di vista la vera essenza del nostro essere.
Al principio gli Alchimisti furono perseguitati dalla chiesa non meno dei cosiddetti eretici e delle Streghe.
Nel 529 Giustiniano ordinò la soppressione ufficiale dell'antico insegnmento e tutto questo profondo sapere apparentemente svanì nel nulla. L'Alchimia però sopravvisse sebbene fosse stato ordinato che i libri trattavanti l'argomento venissero bruciati pubblicamente al cospetto del vescovo. Ufficialmente gli uomini di chiesa proibivano la cultura rivolta alle masse mentre, in privato, facevano incetta dei suddetti volumi e si nutrivano delle preziose e più antiche filosofie considerate "proibite". Nuovi scrittori ripresero quindi il lavoro bruscamente interrotto e gli Alchimisti riuscirono a farsi accettare dagli imperatori d'Europa che li proteggevano nelle corti e permettevano loro di proseguire la grande opera. I monaci bizzantini si cimentarono nel non facile compito di tradurre e copiare ogni scritto reperibile e crebbe il numero dei commentatori dell'Alchimia. Fra tutti citiamo il "Filosofo Cristiano", pseudonimo dietro il quale si celava un dottissimo monaco che conciliava i suoi studi teologici con quelli Alchimici e poi i vari poeti che lodavano i prodigi dell'Arte Ermetica quali Zosimo e Olimpiodoro, Sinesio, il vescovo di Tolemaide e tanti altri ancora. Risorsero dall'oblio i mitici Trismegistus, Agatodemone, Zoroastro e Democrito per citarne alcuni.
I manoscritti bizzantini di testi ermetici vennero portati anche in Italia e in Francia e così ebbe inizio una nuova era assai florida per l'Alchimia che permise di fare numerose e preziose scoperte ancora oggi sfruttate in svariati settori. Finalmente i loro
meriti oggi sono stati riconosciuti, gli Alchimisti senza ombra di dubbio contribuirono al progresso dell'umanità.
( vedi
Scoperte famose )


alambicco



alchimia nigro corvo



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