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La PORTA ERMETICA detta anche la PORTA MAGICA o ancora LA PORTA ALCHEMICA, fu fatta costruire a Roma dal Marchese Massimiliano Savelli Palombara di Pietraforte ( 1614 - 1685 ) nel rione Esquilino
in quello che era il giardino della sua residenza. La villa si trovava
ubicata negli antichi Horti Lamiani, nei pressi della odierna piazza
Vittorio Emanuele II,
costruita nel XVII secolo ma con l'annessione di Roma nel nuovo regno d'Italia
(1870) la villa venne demolita, tra 1882 e il 1887, per fare posto,
appunto, alla nuova piazza Vittorio Emanuele II.
Villa Palombara aveva in tutto 5 porte identiche ma questa è l'unica
sopravvissuta. Nella villa si trovava il laboratorio alchemico dove il
marchese
eseguiva i suoi esperimenti e un Circolo Culturale Esoterico
frequentato da nobili, scienziati e famosi letterati del suo tempo. Tra
tutti citiamo l'erudito gesuita Athanasius Kircher. Il Marchese riuscì a portare a termine il suo lavoro
alchemico e il procedimento esatto lo aveva fatto incidere sulle 5
porte della villa usando il linguaggio ermetico affinché, un giorno,
qualcuno fosse stato capace di decifrare ogni passo e ogni
simbolo per riuscire a ripetere ancora e con profitto il medesimo procedimento e
creare nuovamente l'Oro dei Filosofi. La frase che si dice contenere la formula è:
FILIVS NOSTER
MORTVVS VIVIT
REX AB IGNE REDIT ET CONIVGIO
GAVDET OCCVLTO
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Che tradotto vuol dire pressappoco:
NOSTRO FIGLIO MORTO, IL RE È VIVO, RITORNA DALL'INCENDIO
E DEL MATRIMONIO GIOITE
DI NASCOSTO |
Ogni
anno numerosi turisti
giungono ad ammirare la porta Magica romana anche se ben pochi ne
comprendono i significati che possiede. Guardando le incisioni della
porta si intuisce quindi che si trattava di qualcosa che riservata solo
agli iniziati. Ai lati della porta sono stati
posti, in epoca successiva, due
silenziosi e vigili guardiani di pietra che raffigurano il possente
demone e Dio egizio Bes, l'antenato dello gnomo da giardino, COME POTETE VEDERE QUI.
Strutturalmente appare una porta semplice se non fosse per lo stemma
che sovrasta sull'architrave dove si vede un doppio cerchio ( tipico
dei talismani ) contenente due triangoli con i vertici l'uno opposto
all'altro; la stella di David, che indica l'unione tra l'alto e il
basso, l'unione dei contrari e la forza
equilibratrice del Binario racchiuso poi in un alro cerchio più piccolo
sovrastato da una
croce. In questo caso la simbologia è propriamente alchemica. La croce
indica la riuscita di una operazione mentre il cerchio è il caos
universale da cui tutto ha origine e in cui tutto trova il suo fine. ( l'Ouroboros
). Inoltre è il simbolo dell'Antimonio.
All'interno del cerchio principale, il più grande, troviamo inciso:
Tria sunt mirabilia deus et homo mater et virgo trinus et unus
Tre sono i misteri: Dio e Uomo, madre e vergine, trino e uno che fa
riferimento anche alle tre persone che compongono l'uomo: corpo, anima
e spirito. Mentre all'interno del cerchio dell'Antimonio troviamo la
scritta:
Centrum in trigono centri
Il centro è nel triangolo centrale. Centale alla porta, subito sotto lo stemma troviamo la
scritta ebraica:
Ruach Elohim Lo spirito vitale di Dio
E subito sotto vediamo il primo avvertimento:
Horti magici ingressum hesperius custodit draco
et sine alcide
colchicas delicias non gustasset Jason
Il drago della notte custodisce l'ingresso del giardino magico e senza
Alcide Giasone non avrebbe gustato le delizie della Colchide. Si fa
riferimento al fatto che se Giasone non fosse stato sorretto dalla
forza di Ercole non avrebbe raggiunto il giardino che contiene l'Oro
del sapere. Sul lato sinistro troviamo il simbolo del Piombo, associato
alla nigredo e al pianeta saturno.
Quando in tua domo nigri corvi parturiente albas columbas
tunc
vocaberis sapiens
Quando nella tua casa neri corvi partoriranno bianche colombe allora
sarai chiamato saggio. Si riferisce al processo alchemico di trasmutazione dalla
nigredo all'albedo. Subito sotto è impresso il simbolo di marte e la
scritta:
Qui scit comburere aqua et lavare igne
facit de terra coelum et de
coelo terram pretiosam
Chi sa bruciare con l'acqua e lavare con
il fuoco fa della terra un
cielo e del cielo una terra preziosa. Il Fuoco è visto come un agente
utile per la trasmutazione alchemica ma chi studia chimica lo sa che
non è impossibile o astruso affermare che si può veramente bruciare con
l'acqua e lavare con il fuoco. Lo stipite sinistro si conclude con il
simbolo dell'Argento Vivo o
mercurio filosofale e l'incisione:
Azot et ignis dealbando latonam veniet sine veste Diana
La purificazione di Latona ( la materia ) da parte dell'azoto e del Fuoco genererà
Diana senza veste. L'azoto e il fuoco purificano e Diana in questo caso rappresenta
l'argento e il simbolo della Luna. Avviene quindi un
cambiamento di stato dal punto di partenza, una elevazione, un
miglioramento rispetto alla forma precedente. Lo stipite destro è in perfetta contrapposizione con quello sinistro e inizia con
il Piombo di Saturno che si bilancia allo Stagno di Giove e
l'iscrizione successiva riporta:
Diameter spherae thau circuli crux orbis non orbis prosunt
Il diametro della sfera il tau del cerchio la croce dell'orbita non
giovano ai ciechi. Si ribadisce il concetto che l'Alchimia è cosa riservate al
solo sapiente che è in grado vedere oltre senza fermarsi alle
apparenze. Al centro troviamo il simbolo di venere opposto a marte.
Lo sposo e la sposa, il maschile e il femminile che si legano e si
fondono e subito sottostante appare l'epigrafe:
Si feceris volare terram super caput tuum
eius pennis aquas torrentium
convertes in petram
Se avrai fatto volare la terra sopra la tua testa con le sue penne
tramuterai le acque dei torrenti in pietra. Questa fase giunge quando il processo alchemico si trova ad un passo fondamentale,
tutto quello che è fisso diventa volatile e allo stesso modo il
volatile diventa fisso. Quello che la simbologia mostra come il Leone
alato, il mercurio volatile. Lo stipite destro conclude con il simbolo
del sole e quindi la realizzazione dell'oro alchemico. Il processo è giunto alla
conclusione e ha generato il Corpus incorruptibile, l'illuminato e la
frase riportata immediatamente dopo lo conferma:
Filius noster mortuus vivit rex ab igne redit et coniugio
gaudet
occulto
Il figlio nostro morto vive e torna re dal fuoco e gode delle nozze
occulte. La morte è inevitabile per la rinascita, il fuoco ha purificato l'uomo
e l'ha fatto risorgere come l'Araba Fenice che risorge dalle sue ceneri e in altre parole si è disciolto per poi
ricoagulto rinnovato. La porta ermetica conclude alla sua base con
gli ultimi due insegnamenti rivolti all'iniziato. L'uno è:
Si sedes non is
Se siedi non procedi. L'ozio è il veleno di qualsiasi operazione e solo con la volontà e
l'azione si possono ottenere dei risultati. L'altro invece recita:
Est opus occultam veri sophi aperire terram ut germinet
salutem pro
populo
L'opera occulta del vero saggio è aprire la terra perché germini la
salvezza per il popolo. Tutto ha origine nella terra e in quella bisogna tornare per
comprendere la verità e salvare il popolo formato da coloro che ancora
non vedono.
Il Marchese aveva lasciato così in eredità ai posteri, a quelli capaci
di comprendere, il suo messaggio più preziosa e ci dice che lui era
riuscito nella Grande Opera Alchemica, creato L'oro
Filosofico e aveva nascosto il segreto per ripertere ancora il
procedimento su quella porta.
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Marchese di Palombara

L'antica villa del Marchese di Palombara

La Porta Ermetica e le due statue sentinelle raffiguranti il Dio Bes


Oroborus - en to pan - 1 e tutto

Suggerimento di lettura: IL KIBALION dei 3 iniziati
e LA BUGIA del Palombara, 2 testi ermetici interessanti
e ancora oggi stampati
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