Queste sono idicazioni assai datate ma ancora valide.
A seconda delle varie influenze astrali Cornelio Agrippa prescrive nella sua Filosofia Occulta:
"I profumi di
Saturno possono essere formati di ogni sorta di
radici aromatiche. Quelli di Giove con tutti i frutti odorosi, come
la noce moscata e il garofano. Quelli di Marte con tutti i legni
odoriferi, sandalo, cipresso, balsamo, aloe; quelli del Sole d’ogni
sorta di gomme, incenso, mastice, benzoino,
storace,
ladanum, ambra,
muschio. Quelli di Venere coi fiori, rose, viole, zafferano e simili.
Quelli di Mefcurio con tutte le cortecce odoranti dei legni e delle
frutta, nonché con tutti i semi aromatici, come la cannella,
la cassia, la noce moscata, la scorza di cedro, le bacche di alloro.
Quelli della Luna con tutte le foglie profumate, come la foglia
d’india, quelle del mirto e del lauro".
E Papus,
nel suo Trattato
pratico di Magia consiglia inoltre:
"Per Saturno
zolfo e papavero; per Giove aloe, menta e zafferano; per Marte storace, erica e
pepe; per il Sole lauro, sandalo rosso e eliotropo; per Venere muschio e
verbena; per Mercurio ginepro e mastice; per la Luna polvere di magnete e
iride".
Il Trattato degli
spiriti celesti e terrestri
è un manoscritto custodito nella Biblioteca dell’Arsenale di Parigi e
vi si legge di consacrare i profumi prima dell’uso attraverso la
seguente formula in latino:
"Deus Abraham,
Deus Isaac, Deus Jacob, benedici tutte le creature che hanno concorso
a formare questi grani odoriferi, affinchè il loro aroma ne venga
accresciuto in modo che ogni spirito malvagio ne resti respinto per
Dominum nostrum Jesum Christum, qui tecum vivit et regna in omnia
secula. Amen".
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Incensi e giorni della settimana
A
titolo di curiosità inseriamo di seguito le ricette di antichi profumi. Si
consiglia di non prendere tutto alla lettera ed eliminare alcuni degli ingredienti legati ad una
visione medievale della Magia, una visione oggi non più considerata valida per le pratiche moderne. Alcuni ingredienti
risultano veramente ripugnanti ( a mio modesto parere almeno ) e si possono tranquillamente sostituire.
PROFUMI
PER LA DOMENICA (sotto gli auspici del Sole).
Si mescoli e si polverizzi mezz’oncia
per qualità di
zafferano, aloe, alloro, pepe, mirra e incenso, sei foglie
secche di eliotropo, due grani di muschio e due d’ambra grigia ( da
sostituire con l'ambra vegetale dato che l'ambra grigia non può essere
più commerciata in quanto veniva estratta dai capodogli che oggi sono
una specie protetta. Per fortuna ).
Inumidendo la polvere con gomma arabica
disciolta in acqua di rose, si formino tante pastiglie, che, una
volta secche, saranno utilizzate lasciandole cadere a tre per volta
su un fuoco di legna di lauro e di steli d’eliotropo.
Oppure si riducano in polvere cinque grammi per sorta di zafferano,
legno d’aloe, semi di alloro, chiodi di garofano, mirra e incenso e
un pizzico di muschio e d’ambra grigia. Si mescolìi il tutto, si
consacri e si sparga a pizzichi sui
carboni accesi dentro l’apposito
fornello.
PROFUMI
PEL LUNEDI ( sotto
gli auspici della Luna ).
Si polverizzi insieme una testa di rana verde, le pupille degli
occhi di un toro bianco, un pugnello di semi di papavero, sette
ramoscelli di alloro, qualche foglia di rosmarino, incenso, storace,
benzoino e canfora. Poi si aggiunga sangue di tortora o d’oca e
s’impasti, formandone pastiglie che si fanno seccare e che vanno
usate a tre per volta, lasciandole cadere su un fuoco di steli secchi
d’artemisia e di ranuncoli. Oppure, si mescolino e si riducano in
polvere semi di papavero bianco,
storace, benzoino e canfora in parti eguali, spargendo poi la polvere
a pizzichi sul fuoco consacrato.
PROFUMI
PEL MARTEDÌ (sotto
gli auspici di Marte).
Si polverizzi insieme euforbio, sale ammoniacale, radice di
elleboro, magnete, assenzio, storace, mirra e ruta; s’impasti il
tutto con sangue di gatto e cervello di cervo e se ne formino
pastiglie da usare a tre per volta. O più semplicemente, si faccia uso di una polvere composta di
euforbio, sale ammoniaco, radice di elleboro, magnete, zolfo e mirra
in parti eguali.
PROFUMI
PEL MERCOLEDÌ ( sotto
gli auspici di Mercurio ).
Si riducano in polvere
semi di frassino, corteccia di aloe,
storace, benzoino, anilina azzurra e smerlature di penne di pavone.
Si amalgami con sangue di rondine e cervello di cervo, si formino le
solite pastiglie e si adoperino con un fuoco di steli di gigli, di
narcisi, di fumaria e di maggiorana. Oppure preparare una polvere
composta di mastice, incenso, chiodi di garofano,
pentafillo e agata in parti eguali.
PROFUMI
PEL GIOVEDÌ (sotto
gli auspici di Giove).
Con mezz’oncia per sorta di zafferano, aloe, canfora, semi di
lauro, pepe, mirra, incenso, dodici foglie secche
di leccio, due grani di muschio e due di ambra grigia, polverizzati e
ridotti in pasta mercè gomma arabica sciolta in acqua di rose, si
formano pastiglie da bruciare a tre per
volta su un fuoco di legna di
castagno, di pioppo, di fico e di melograno. Oppure
si prepari una polvere composta in parti eguali di semi di frassino,
legno
d’aloe, storace, benzoino e lapislazzuli.
PROFUMI
PEL VENERDÌ ( sotto
gli auspici di Venere ).
Si formano le solite pastiglie con muschio, ambra grigia, aloe,
rose appassite, viole e corallo rosso, il tutto polverizzato e
incorporato con sangue di colomba o di tortora, nonché con gli
organi genitali di tre passerotti. Da bruciare su carbone di legna
d’olivo. Oppure si prepari una polvere composta in parti eguali di
muschio, ambra grigia, aloe,
rose e corallo rosso.
PROFUMI
PEL SABATO ( sotto gli auspici di Saturno ).
Con semi di papavero e di giusquiamo, allume, assa fetida, radice
di mandragora e zolfo, amalgamati con sangue di pipistrello e
genitali di gatto nero, si formano tante pastiglie da bruciare su
fuoco di legna di cipresso e di frassino e steli d’elleboro nero.
Oppure si prepari una polvere composta di semi di papavero nero, semi
di
giusquiamo, radice di mandragora, magnete e mirra in parti eguali.
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Cornelio
Agrippa affermava anche che:
" ... le
fumigazioni schiudono le porte degli elementi
e dei cieli,
placano gli spiriti e li attraggono come
la
calamita attrae il ferro".
Per questo è importante associare ad ogni
tipo di rituale, che nasca sotto gli auspici di un determinato pianeta, da un
incenso appropriato che faccia in modo di spingere ed esaudire qualsiasi
desiderio. Nella Clavicola di Salomone ancora si legge:
" ... è necessario munirsi di un recipiente adatto a collocarvi il
fuoco per le fumigazioni, che dovrà essere di creta, nuovo e
verniciato di nero."
Oggi non è più richiesto questo colore specifico.
"Il fuoco sarà di carbone e va
acceso con
esca e
pietra focaia,"
Oggi si usano in sostituzione le pratiche pasticche di carbone e per accenderle va bene usare il più moderno accendino purché sia nuovo e usato solo per queste operazioni.
Gettare quindi in pizzichi del profumo ( incenso ) adatto
all’operazione sul carboncino. L'incenso prims di essere usato va
esorcizzato dicendo:
"Agios, Athanathos, Beron, del, Dedotois. O
Eterno, Essere degli Essericiti, Santificato re dell’Universo,
benedici e consacra questo profumo. E degnati esaudire le mie
preghiere. Così sia".
Getta poi nel fuoco 3 grani di sale grosso,
incenso, resina
bianca, canfora e poco zolfo e pronuncia tre volte i tre nomi dei tre geni
del fuoco:
"Michael,
re
del Sole e della Folgore; Samael,
re
dei Vulcani; Anael,
Signore
delle Salamandre ".
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TRATTO DALLA FILOSOFIA OCCULTA DI AGRIPPA
Puoi scaricare gratuitamente il testo intero andando a vedere in MAGIA IN PDF FREE,
dove vengono proposti anche tanti altri testi Magici di ogni genere.
Questo in particolare va letto e privato dai passaggi tipicamente
Medievali che non sono più usati oggi.
CAPITOLO XLIII.
Delle fumigazioni e del loro potere. Alcune fumigazioni che hanno
rapporto con gli astri, valgono a comunicare le qualità celesti
diffondendosi nell’aria e nello spirito, vapori
l’una e l’altro. L’aria così s’impregna facilmente delle qualità della
cose inferiori e delle celesti e penetrando nel nostro spirito ci fa
acquisire disposizioni meravigliose. Perciò le fumigazioni sono assai
indicate a chi abbia da vaticinare, preparando a ricevere le
ispirazioni divine. Si dice che i profumi del seme del lino e dello
psillo, delle radici
della violetta e del sedano facciano scorgere le cose future e
contribuiscano alla profezia.
Porfirio opina che gli spiriti dell’aria
s’attraggano e s’insinuino con i vapori dei profumi loro appropriati e
che con lo stesso mezzo si possano eccitare la folgore e i nembi. E’
noto infatti che il fegato del camaleonte bruciato sui tetti eccita le
pioggie e i tuoni, mentre il bruciare la sua testa e la sua gola
dissipa gli uragani. I profumi composti sotto le influenze convenienti
degli astri fanno apparire immagini e spiriti, per esempio una miscela
di coriandolo, di sedano o di giusquiamo e di cicuta. Perciò tali erbe
sono chiamate erbe degli spiriti. Anche un profumo composto di radici
di ferula col suo succo di cicuta, di giusquiamo, di tasso barbasso, di
sandalo rosso, di papavero nero, fa apparire i demoni, mentre
aggiungendo papavero si discacciano gli spiriti da ogni luogo,
risultato che si ottiene anche con un profumo di puleggio selvatico, di
peonia, di menta e di ricino.
Con certi profumi si attraggono o si
fugano certi animali. Le ossa bruciate del collo d’un cervo fanno
radunare i serpenti e le
corna del cervo li fanno fuggire. Lo stesso effetto producono le ali
del pavone. Il polmone dell’asino bruciato allontana tutte le bestie
velenose, l’unghia del cavallo o del mulo fa fuggire i topi e quella
del piede sinistro del mulo anche le mosche. Una
fumigazione di fiele di seppia disseccato, con timo rose e aloe,
farà apparire la stanza piena d’acqua o di sangue, spruzzandola d’acqua
di mare o di sangue, e il suolo tremerà se vi si spargerà un po’ di
terra lavorata. Né bisogna credere che gli effetti delle fumigazioni
sieno passeggieri,
non più del resto di quanto non accada dei vapori dei contagi e come
avviene per la lebbra ad esempio, di cui resta per sempre alcunché
negli abiti del sofferente, così da infettare anche molto più tardi
colui che li indossasse. Perciò ci si serve dei profumi nella
preparazione degli anelli e in molte altre cose magiche e tesori ascosì
in cui riescono molto utili, al dire di Porfirio. Così se
alcuno avesse nascosto qualche tesoro nel momento in cui la Luna fosse
congiunta al Sole e si fumigasse il luogo con coriandolo zafferano
giusquiamo sedano e papavero nero in parti eguali, ridotti in polvere e
amalgamati con succo di cicuta, non sarebbe possibile ad alcuno
scoprirlo e impadronirsene, perché gli spiriti lo vigilerebbero
assiduamente e tormenterebbero colui che volesse rendersene padrone.
Ermete dice che lo sperma di marsuino o di balena non ha rivali per
attrarre i demoni. Lo si prepara misto a legno d’aloe, muschio,
zafferano, timo e sangue di upupa e coi suffumigi subito congrega gli
spiriti aerei e se Si fanno con esso suffumigi vicino ai sepolcri dei
morti, congrega i mani e le
ombre dei morti. Similmente per le operazioni sotto gli auspici del
Sole profumiamo con sostanze solari, per quelle sotto gli auspici della
Luna con sostanze lunari e così via. E bisogna sapere che come v’hanno
contrarietà tra gli astri e tra gli spiriti, così ve n’hanno tra i
profumi. L’aloe e lo zolfo, l’incenso e il mercurio sono opposti e
contrari e gli spiriti che si attraggono col legno d’aloe sono fugati
dallo zolfo. Proclo ne dà un esempio, citando che lo spirito che si
aveva abitudine di far comparire sotto l’aspetto d’un leone, spariva
mostrandogli un gallo, perché questi due animali sono contrari tra loro.
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