
STEGANOGRAPHIA
L’Abate
Tritemio
( Johannes Trithemius Abate ) scrisse questo ttrattato attorno al 1500. La
versione
bruciata dalla chiesa si dice contenesse il segreto per comunicare a
distanza senza l'uso dei metodi tradizionali dell'epoca,
i messaggeri
o le lettere, ovviamente molto prima del grande lavoro di NICOLA TESLA "padre" della odierna telefonia cellulare ...
Nel testo si trovano i suoi famosi codici cifrati ancora oggi consultabili anche se alcuni sono
di difficile comprensione. La Steganographia fu pubblicata per la prima volta nel 1606 dopo la sua morte avvenuta a
Francoforte e prima di quella data il testo veniva diffuso
solo per pochi lettori attraverso copie manoscritte. Se si
pensa alle probabili cattive trascrizioni o ad errate letture del testo
originale, si può supporre però che ciò che è giunto sino a noi possa purtroppo non
essere un testo completo o del tutto attinente a quello originale.
Tritemio nasce il primo Febbraio del 1462 e muore il 13 dicembre 1516. Nel 1483, all'età di 20 anni, entra in
un monastero benedettino di cui diviene molto presto Abate. Fu
il il primo maestro di un Paracelso adolescente ed era in contatto con
numerosi cabalisti, teologi, Alchimisti e del famoso occultista Enrico
Cornelio Agrippa oltre che del mago Necromante Georgius Sabellicus.
Sapeva l'ebraico, il latino, il greco ed era un profondo studioso dalla
mente aperta e recettiva.
Nel 1479, come riportano eminenti storici,
ebbe l'incontro con un Maestro dei Rosa+Croce e
questo incontro gli cambiò totalmente la vita. Molti
lo giudicarono santo, altri invece un Mago, sta di fatto che anche
personaggi illustri come Paracelso o Cornelio
Agrippa si recavano spesso da lui per consulti e scambi di opinioni.
Successivamente fu deposto dalla carica di Abate dai suoi stessi monaci
forse esasperati dalla fama del loro erudito Abate così attivo ma
scomodo e viste le numerose e assidue frequentazioni e la sua fama. Si
vociava persino che avesse la mania di evocare morti illustri. Tritemio si
ritirò volontariamente a vivere in solitudine nell'Abbazia di
San Giacomo, scrivendo numerosi manoscritti e meditando sino al 1516,
l'anno della sua morte.
Tritemio voleva
lasciare al mondo tutto il suo sapere riguardante la comunicazione
possibile attraverso metodi non conosciuti all'epoca ma non voleva, allo stesso
tempo, che tali informazioni cadessero in mani sbagliate o, peggio
ancora, potessero finire sotto l'impietosa mannaia della censura ecclesiastica.
Nascose quindi le nozioni misteriose all'interno di manoscritti
all'apparenza insignificanti che furono però giudicati sempre troppo
espliciti e che quindi subirono ugualmente delle mutilazioni da parte
della chiesa. Gli insegnamenti di Tritemio, racchiusi in questa opera frammentate in tre volumi, ci istruiscono sulle invocazioni
degli Spiriti che presiedono le varie ore a loro propizie del giorno, su calcoli
astronomici e tabelle numeriche. Ciascuna invocazione
inizia sempre con il nome dello spirito preso in esame e prosegue con parole
all'apparenza astratte che in realtà nascondo un messaggio ben preciso e mirato alla
realizzazione dell'evocazione stessa. Siamo però ancora
in attesa della venuta di chi sia in grado di decifrare l'intera opera, quella ovviamente non censurata o contaminata.
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