Malleus maleficarum - il manuale dell'inquisitore
Il
Malleus Maleficarum venne pubblicato
nel 1486 ed era considerato il più popolare, indiscusso ed efficace fra
tutti i manuali in dotazione ai cacciatori di Streghe.
La sua stesura si deve a due frati tedeschi: Jacob Sprenger
e Heinrich Kramer, dichiarati persecutori di eretici.
Il Malleus
era il manuale inquisitorio che meglio forniva un avallo teologico alle
numerose superstizioni, anche le più
grottesche, assurde ed improbabili, legate alla Stregoneria e alle Streghe. Il
Malleus forniva esaustive indicazioni su come fosse possibile
riconoscere una Strega e giustificava l'uso della tortura, esercitata
durante gli interrogatori, per indurla a confessare i suoi blasfemi
legami con il diavolo, per farle ammettere che essa giaceva carnalmente
con con il demonio per ottenere
benefici dalle
immonde pratiche di Stregoneria. Dopo la confessione estorta in questo
modo, ( tutti avrebbero confessato qualsiasi cosa pur di interrompere
il lavoro del boia ) la sventurata veniva condannata ad una inevitabile
e
atroce morte sul rogo, una sentenza eseguita sempre di fronte ad un
vasto ed atterrito pubblico chiamato in una pubblica
piazza. Questo fu il destino di moltissime donne e di
numerosi bambini innocenti, ma anche di uomini, seppur in percentuale
minore.
Gli zelanti uomini di chiesa mettevano
fedelmente in pratica tutto ciò che veniva loro suggerito
nel dotto manuale Malleus maleficarum. Alle
streghe veniva attribuito un forte influsso sulla sessualità e
si riteneva fossero responsabili di causare infatuazioni inopportune con i loro filtri,
impotenza o sterilità negli uomini e persino la morte di neonati sia
che ciò avvenisse nella culla o nel momento
stesso del parto. Gli infanti si riteneva che fossero uccisi per essere mangiati
durante lo svolgimento di un Sabbath o, soprattutto, per estrarre dai loro
corpicini e dalle loro piccole ossa, una sorta di ingrediente
fondamentale utile alla preparazione dell'unguento che le Streghe
erano
solite applicasi a vicenda sul corpo per volare nottetempo alla volta
di un Sabbath. Tante furono le
levatrici che finirono sul rogo a causa delle parole stampate in testi
come questo.
Una volta stipulato il patto con il diavolo, vi si legge ancora, i
gesti magici della Strega costituivano una sorta di richiamo rivolto al
demonio in persona che
subito si manifestava per esaudire tutte le richieste che gli venivano
rivolte. Il Malleus
spiega anche come
le
confessioni venissero spesso estorte dietro delle promesse di clemenza
che, ovviamente, veniva poi volutamente disattese. Chi veniva accusato
di Stregoneria il più delle volte era solo un
un soggetto analfabeta e intimorito, incapace di difendersi, come del
resto era la gran
parte delle persone dell'epoca. I numerosi processi che si
svolsero avevano come scopo primario quello di intimorire le persone,
tenerle
eternamente sottomesse e genuflesse nei confronti di una autorità
ritenuta
indiscussa come quella della chiesa.
Ben pochi riuscirono a salvarsi dal Boia. La "grande bestia" a capo
della
macchina inquisitoria aveva un enorme sete di sangue innocente ma, per
fortuna, ad un certo punto, qualcuno si svegliò e riuscì a dire "basta" per mettere fine a tutto questo penoso delirio.
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I "famigli" alleati della Strega
Tutte le Streghe avevano ( e hanno anche oggi ) accanto a loro dei "famigli".
Con questo termine un tempo si faceva
riferimento agli
spiriti o ai demoni minori incarnati nelle sembianze di gatti,
rospi, corvi o
gufi, che vivevano con la strega, legandola al diavolo con la
loro presenza oltre che offrirle un valido aiuto nello svolgimento dei
malefici. Si credeva che a volte li nutrisse persino con il suo sangue. Nella parte del
corpo che lei offriva al famiglio e dove questo si attaccava con i denti per succhire; si formava un
segno indelebile considerato al tempo il marchio della Strega.
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