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INDEX LIBRORUM
PROHIBITORUM
La
prima edizione dell’Index librorum prohibitorum, la ridicola
pubblicazione Papale
che letteralmente castrava la cultura, gli scrittori e gli
editori ritenuti più o meno eretici o più o meno non graditi alla
chiesa stessa; apparve per la
prima volta nel 1559 ed era stampato su esplicito incarico
della
Santa Inquisizione Romana che, a quel tempo, era guidata da papa Paolo IV, passato alla storia come un papa sanguinario.
La
stesura della prima edizione dell'Index viene però attribuita a Giovanni Della
Casa (1503-1556) che
fu, allo stesso tempo, sia un letterato che un arcivescovo italiano,
reso
celebre per aver scritto quel famoso trattato sul galateo che molti rammentano ancora oggi.
Il Della casa era
convinto della necessità di applicare il garbo in qualsiasi occasione
e, nominato arcivescovo di
Benevento, l'erudito e garbato monsignore (tanto per non
farsi mancare nulla), inizia anche
l'attività inquisitoriale. Egli si destreggiava tra una caccia alla Strega e l'altra, una stesura
dell'Index e uno sterminio di eretici dall'altra ma, ovviamente, sempre con un certo garbino ...
Nel
1908
Pio X decretò che fosse giunto il tempo che la congregazione incaricata
di mantenere la
purezza della fede cattolica, assumesse il nuovo nome di Sant’Uffizio
al
posto di quello vecchio, sciagurato e troppo insanguinato (il
popolo doveva dimenticare) e cioè
"l'inquisizione". Anche
il Sant’Uffizio però, con il passare del tempo, non si creò di certo una buona nomea e
allora
ecco apparire la più squillante e attuale "congregazione
per la dottrina della
fede" che ancora oggi sopravvive.
Cambiava il nome ma il succo però restava sempre
il medesimo.
L'ultima edizione dell'Iindice risale al 1948
per volere di Pio XII. Dal 1966 e secondo la volontà di Paolo
VI a seguito delle
indicazioni uscite dal Concilio Vaticano II, finalmente l'Indice dei libri
proibiti non viene definitivamente più ristampato.
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L'Index librorum
prohibitorum in fondo era solo una lista, una serie di
nomi di autori, titoli di libri, l'elenco delle edizioni proibite della
Bibbia e una lista di editori colpevoli solo di aver pubblicato dei libri considerati eretici. Una
lista pericolosa se si finiva per venire li annoverati. Oggi fa
ridere una cosa del genere ma, anche se forse è difficile
da credere, era proprio così che funzionava. Oggi questa pratica credo non sia del tutto estinta o forse oggi si vieta in
un modo più discreto, in silenzio e soprattutto a nostra totale
insaputa. Lo stato, o lo stato
vaticano, o entrambi, possono aver assunto una diversa procedura, adattata ai tempi che correndo tutto
trasformano.
Quando avevo una casa editrice, si parla ormai
degli anni 90, la prima copia di ogni libro che veniva
dato alle stampe andava prima spedita ad una Autority della quale non rammento il
nome ... Ma penso di non dover andare oltre perché trovo la cosa assai deprimente. I secoli passano ma alcune cose restano sempre uguali.
L'elenco dei libri e degli autori proibiti era detto
anche "Indice Paolino" e conteneva le opere pubblicate in Europa da
autori considerati, anche questi e
come minimo degli eretici o che la lettura dei loro libri poteva
allontanare il cattolico dalla vera
fede e cioè dalla loro religione, quella cristiana, da sempre imposta
con la forza e che fruttava e fatturava (frutta e fattura) tantissimi
soldi e in gran parte incassati a nero. Tale
elenco fu redatto da una speciale sezione chiamata Censura
Librorum che era composta sempre da un gruppo di cardinali. ( Sarà
ancora in
piedi? .. ) Nel XVIII secolo,
Benedetto XIV, introdusse l'obbligo del silenzio (e qui casca l'asino)
che vincolava i membri della
congregazione a tacere e non divulgare alcunche. Questo patto era
sancito da un giuramento (costituzione Sollicita
ac
provida) del 9 luglio 1753. Ciò significa che questi affiliati non
erano tenuti a
spiegare pubblicamente le
ragioni delle condanne e delle censure che venivano praticate. Inoltre
assegnò ai vescovi compiti di vigilanza
su tutte le opere, dato il consistente numero di nuove pubblicazioni
potenzialmente pericolose che venivano immesse
copiosamente sul mercato librario. L'elenco dell'Indice
dei libri proibiti lo ribadiamo, fu tenuto
ufficialmente in piedi e aggiornato fino alla metà del XX secolo e fu
soppresso dalla
Congregazione per la dottrina della fede il 4 febbraio del 1966. ( definitivamente o sta
lavorando ancora in segreto? )
Tanto per finire in bellezza diciamo ora che in queste liste
comparivano persino:
Balzac, Berkeley,
Cartesio, D’Alembert, Darwin, Defoe, Diderot, Dumas (padre e figlio),
Flaubert, Heine, Hobbes, Hugo, Hume, Kant, Lessing, Locke, Malebranche,
Stuart Mill, Montaigne, Montesquieu, Pascal, Proudhon, Rousseau, George
Sand, Spinoza, Stendhal, Sterne, Voltaire, Zola. E tra gli italiani:
Aretino, Beccaria, Bruno, Benedetto Croce, D’Annunzio, Fogazzaro,
Foscolo, Gentile, Giannone, Gioberti, Guicciardini, Leopardi, Marini,
Minghetti, Monti, Ada Negri, Rosmini, Sacchetti, Sarpi, Savonarola,
Settembrini, Tommaseo, Pietro Verri e anche il Teatro comico
fiorentino. Inoltre era all’Indice qualsiasi volume non autorizzato che
trattasse di storia della massoneria o dell’inquisizione e le versioni
non cattoliche del Nuovo Testamento. Nel decennio successivo furono aggiunti tra gli altri: Simone de Beauvoir,
Gide, Sartre, Moravia e il Decameron di
Giovanni Boccaccio,
Il Principe
di Niccolò Machiavelli e Il Novellino
di Masuccio
Salernitano.
Praticamente avevano "segato via" più di metà della cultura umana.
Per fortuna che è stato soppresso. Ok, lo speriamo.
Adesso potete respirare se vostro malgrado avete trattenuto il fiato
leggendo sbigottiti e increduli questa piccola lista citata come
esempio, avendo estrapolato solo alcuni dei nomi che si trovavano
annoverati nell'index librorum proibitorum nel corso dei tempi.
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Monsignor Della Casa


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