PANTHEON EGIZIANO AMULETI E TALISMANI FORMULE ERBE LETTERE E NUMERI MEDITAZIONE MAGIA DELLE ESSENZE MAGIA DELLE CANDELE

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L’origine della magia si perde nella notte dei tempi e nessuno può datare con certezza quando essa abbia visto il suo inizio. In effetti si può dire che la magia sia nata con l'uomo. Tra i primi a tramandare la trattazione di rituali magici troviamo gli antichi egizi con la loro raccolta di pratiche a noi pervenute attraverso papiri preziosi e uno, tra tutti, il Libro dei morti. Presso questo antico ed erudito popolo la pratica magica era ristretta alla cerchia sacerdotale e ai faraoni, gli unici che aveno accesso ai segreti custoditi nelle inaccessibili stanze dei templi. 
Le divinità venerate dagli egizi erano numerose e multiformi, un misto di uomo e animale, uomo e natura. Ognuna era dotata di differenti potenzialità. La magia egizia può essere abbastanza complessa specie se si desidera recitare le formule in lingua originale, tenendo poi conto che, per tradizione, ogni nome del Dio invocato doveva per esigenza essere pronunciato oltre che nel giusto modo anche con il giusto ritmo per essere da lui ascoltati ed esauditi. Le antiche divinità del Pantheon Egiziano vivono ancora oggi e godono di grandissima considerazione presso gli esoterici moderni.
Molte storie riportate nei Vangeli si ritrovano anche nel Libro di Enoch ( eliminato dalla Bibbia ) e nei testi dei monaci egiziani chiamati i "Terapeuti".
Sono molte le analogie tra questa religione dell'antico Egitto e quella Cristiana che, in confronto alla prima, è assai più recente e costruita su basi già preesistenti pescate da altri testi sacri. A trasmettere la cultura magica egiziana, a portarla in occidente, contribuirono la scuola Pitagorica greca, che studiava anche il significato magico dei numeri e l'Alchimia nata appunto nelle terre d'Egitto. Il termine "alchimia" ha origine da un attributo di Iside "la nera" o kemia, in egiziano.
L'opera alchemica ripete il ciclo di Osiride così come è stato tramandato a noi da Plutarco ed il cui senso è legato al ciclo di morte e rinascita, teoria che si ritrova alla base dei cicli misterici ed iniziatici più antichi. Essa consiste in un lavoro di ampliamento della coscienza che avviene attraverso una discesa ( descensus ) nel buio della materia seguita da una successiva ascesa ( ascensus o sublimatio ) che libera lo "spiritus mercurialis" o "quintessenza".
La pratica è atta a liberare l’uomo dalla sua materialità per elevarne al massimo lo spirito potente nascosto in ogni essere vivente. La trasmutazione alchemica viene applicata quindi non solo ai metalli vili da mutare in oro ma anche e principalmente allo spirito dell'uomo per congiungerlo con la sua massima espressione interiore divina.



SELKET
dea E' la Dea della magia e veniva raffigurata sui sarcofagi con le sembianze di uno scorpione dalla testa di donna che reca sul capo il disco solare oppure come una donna con in testa uno scorpione.
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ANUBI

anubi

Dio delle strade e dei cammini e il Dio dei morti. Esso veniva raffigurato in egual modo con il corpo possente di uomo e la testa di sciacallo o solo come sciacallo. In queste sembianze era considerato il guardiano delle sepolture. Anubi protegge la casa e chi vi abita e mantiene il contatto con l'aldilà. A lui si devono i riti della mummificazione.




BASTET


E' la dea gatta di Bubastis. Alle origini essa era una divinità solare e veniva raffigurata come un gatto selvatico o come una leonessa. In seguito assunse le sembianze di gatto domestico. Il suo compito è quello di proteggere la casa e le persone dedite alla magia.
Questa divinità ci collega ai mondi sottili. Uno dei suoi epiteti era: Signora delle bende. Uno degli altri aspetti della dea Bastet viene associata anche con le sue altre sembianze, quelle di Sekhmet, la terribile e temibile dea della guerra. Sekhmet che portava la morte ma era anche la dea protettrice dei medici. La si descrive con il corpo di donna e la testa di leonessa o di gatta e possedeva un carattere assai pericoloso. Sekhmet richiedeva rituali particolari officiati soprattutto durante gli ultimi cinque giorni dell'anno che venivano considerati altrettanto pericolosi. Sekhmet incarnava il fiammeggiante Occhio di Ra. Narra il mito che Ra, adirato con gli uomini che avevano cospirato contro di lui, la inviò sulla terra per ucciderli ma dovette poi fermarla ubriacandola con la birra rossa, colore del sangue, per far sopravvivere il genere umano. La dea assetata di sangue dopo aver bevuto la birra si addormentò ed al risveglio prese le sembianze di Hathor. Nacque in questo modo la Festa dell'Ebbrezza celebrata nella stagione a lei dedicata, la stagione dell'inondazione del Nilo. Molte statue della dea sanguinaria furono erette nel tempio di Karnak, innalzate da Amenofi III, per non inimicarsela. L'attributo di Colei che è potente era però associato ad Hathor. Successivamente anche Nut, la dea di Tebe, assorbì le caratteristiche ed i compiti di Sekhmet, che ne divenne così il suo lato  ancor più negativo ed oscuro.


Horus


E' il figlio di Iside e di Osiride, il Dio falco raffigurato come Horus il Grande, chiamato Haroeris e come Horus Bambino il suo nome era Arpocrate.
Spesso viene semplicemente rappresentato con un occhio, l'onniscente occhio del Dio al quale nulla sfugge. Questo simbolo è usato spesso negli amuleti di protezione contro malocchio e negatività. Iside, Osiride ed Horus costituivano la trinità egizia di padre, madre e figlio, concetto poi ripreso e trasformato, osiamo dire in modo scorretto, dai cristinai che non tennero conto del postulato del binario che vuole maschio e femmina congiunti per creare

ISIDE
E' la Dea madre per eccellenza viene spesso raffigurata nell'atto di allattare Horus bambino che viene chiamato anche con il nome di Arpocrate.
Successivamente l'immagine di questa Dea venne assunta dalla tradizione cristiana incarnando le sembianze della Vergine con il Cristo bambino.

THOT
thot
E' il dio lunare della saggezza, lo scriba e il messaggero degli Dei, il signore dei libri e dei discorsi, delle arti, della scrittura, delle fasi lunari e delle scienze.Viene rappresentato come un uomo con la testa di ibis o come un babbuino con la testa sormontata dalla luna crescente. Nell'Aldilà egli scriveva il resoconto del giudizio degli dei a carico del defunto e assisteva alla pesatura del cuore di questi sulla bilancia sacra.
Da un lato della bilancia veniva posto il cuore del defunto e sull'altro piatto una piuma tolta delle ali di Maat, Dea della verità e della giustizia.
Il cuore del defunto non doveva mai pesare più della piuma per far si che l'anima potesse passare oltre. Thot viene associato a Hermes Trismegistus.
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