PANTHEON EGIZIANO AMULETI E TALISMANI FORMULE ERBE LETTERE E NUMERI MEDITAZIONE MAGIA DELLE ESSENZE MAGIA DELLE CANDELE


LA REGOLA DEL 3
La forza risiede nel pensiero che vede
la forza è nella parola scritta
la forza vibra nella parola che labbro pronuncia.
IL PENSIERO
LO SCRITTO
IL VERBO
SONO VIBRAZIONI DI POTERE.
LA REGOLA DEI 4 MOMENTI
- Il risveglio - A mezzogiorno - Al tramonto - Prima di addormentarsi alla sera. Sono questi i momenti giusti per meditiae o operare magicamente. SE RIPETIAMO LA REGOLA DEL TRE NELLA REGOLA DEI 4 MOMENTI si induce la volontà a creare.


Regole - Magia - Potere

Quella cosa che l'uomo chiama Magia possiede molte regole e nessuna.
E non è una contraddizione in termini.
La Magia, quella vera, si trova all'interno di tutti gli esseri viventi che siano essi umani, animali, piante, pietre ecc.. si manifesta, nell'uomo che non la coltiva, in un modo istintuale e automatico in risposta a certe situazioni o stimoli esterni tanto che essa viene spesso usata, per conseguenza, in modo errato non sapendo quali siano i meccanismi che la innescano e la possono rendere manifesta. Ciò avviene perché la magia è qualcosa di assolutamente naturale e dimorante in noi tanto che non riusciamo a riconoscerla e non vi facciamo nemmeno caso quando inconsciamente la applichiamo e la scambiamo per tutt'altro. Molti non credono di possedere questo “dono” e soprattutto non credono che possa esistere sotto una forma così semplice ed efficace. Si pensa infatti erroneamente che la magia debba essere qualcosa di nascosto, lontano da noi e inaccessibile alla maggior parte delle persone e anche che, per conseguenza, si debba faticare per trovarla e conquistarla. Niente di più falso.
Essa rappresenta una delle tante facoltà naturali che ereditiamo dalla vita. L'errore più grosso che qualcuno commette è andarsela a cercare altrove, in altri luoghi, lontano, nei posti più sperduti e strani. Eppure essa è qui dentro di noi e attende solo che ci rendiamo finalmente conto della sua esistenza per affinarla e usarla con profitto. Una traccia su cosa essa sia e dove risieda la possiamo trovare negli scritti dagli antichi alchimisti che affermavano:
la pietra filosofale ( paragonabile alla magia e capace di grandi prodigi ) “ si trova nella polvere delle strade e per questo viene da tutti ignorata e calpestata “.
Oppure ancora, “essa si trova nelle mani dei fanciulli”. Queste frasi nascondono un significato illuminante e vogliono indicare che si tratta di qualcosa di semplice e comune oltre che assolutamente alla nostra portata ( alla portata di tutti coloro che desiderano portarla allo scoperto ) e si trova sotto i nostri increduli occhi. Un tempo si diceva che per nascondere qualcosa la si doveva mettere in bella vista, ed è vero, perché così facendo non sarà mai trovata dato che l'uomo, per sua natura, non concepisce la semplicità nelle cose e preferisce complicarsi la vita tanto che, con questo atteggiamento, l'uomo senza volerlo se ne allontana. In principio è più che normale non sapere che cosa essa sia e molti vanno alla sua ricerca alla cieca, pensando che possa trovarsi all'interno di strani rituali e che in quelle azioni e in quelle formule risieda effettivamente il suo potere. Ma ciò non è vero. I rituali rivestono effettivamente la loro importanza anche se non bastano da soli a creare nella realtà oggettiva quanto si desidera. Molti se ne saranno già accorti quando mettono in pratica dei riti e non ne escono i frutti sperati. Questo non vuol dire che la magia non “funziona” o non esista, vuol solo dire che abbiamo saltato un passo fondamentale: non abbiamo inserito quell'ingrediente capace di innescare una serie di reazioni a catena nella materia che ci circonda. Prima della pratica viene la teoria, diceva il grande esoterico Papus e questo è assolutamente vero. Noi siamo materia che vive nella materia ed è con gli strumenti materiali che abbiamo a disposizione che possiamo gestire la magia in modo corretto, incanalando attraverso le azioni del rito la nostra attenzione sull'intenzione e il desiderio che ci ha spinto ad operare e però, se non sappiamo quale sia la “vera spinta” che fa accadere le cose, qualsiasi rituale rimane purtroppo sterile e non produce il benché minimo cambiamento, oppure il cambiamento si verifica, ma è di minima portata e non non riesce ad essere durevole. Ogni “strumento” usato all'interno di un rituale ( incensi, candele, formule ecc ) possiedono un suo potere naturale anche se non sufficiente se impiegato da solo nell'Arte della “creazione” ( questo in sintesi è l'Arte Magica, creare e dirigere ) e ciò che spesso manca a completare l'opera è qualcosa che va ben oltre il bel rito bene “apparecchiato” dato che esso è utile solo allo scopo di fare “colpo” sulla nostra coscienza, stimolare la nostra concentrazione per far uscire dall'interno di noi il “vero” agente magico capace di creare e generare qualsiasi cosa nella realtà malleabile. Perché è così va vista la realtà. Una cosa che si può plasmare, cambiare, e di fronte alla quale non ci si deve arrestare, non la si deve accettare se non ci piace. La realtà, così chiamata, non è per nulla immobile o fissa o inevitabile. Si deve giungere a questa intima e ferma conclusione per aver modo di modificare qualsiasi questione che ci risulta insoddisfacente.
Se non ci mostrano deboli di fronte a ciò che “si vede” consci del fatto che tutto ciò in realtà è solo fumo e illusione; allora abbiamo compiuto il primo fondamentale passo: abbiamo trasformato l'aspetto mentale ed emotivo con il quale affrontare le questioni sapendo che, se così non facessimo, tutto ci risucchierebbe in un vortice di insicurezze e paure deleterie ad ogni lavoro magico e tutto questo al fine “feconderebbe” la realtà rendendola da instabile e malleabile in stabile e spessa. Cosa questa che il mago deve assolutamente evitare per poter procedere nel suo lavoro. La vita è un'equazione alchemica. Per così dire un postulato. Se accettiamo ciò che viviamo e lasciamo che le emozioni più cupe ci disturbino l'anima procede verso la sua  dissoluzione mentre invece, se puntiamo i piedi e togliamo valore alle cose spiacevoli; smettiamo di soffrirne inutilmente e ci mettiamo nella giusta condizione di trasmutare e sublimare. Dal il primo pensiero scaturito dal una mente superiore tutto venne creato. Vorremmo evitare la parola Dio ma è inevitabile anche perché per Dio, ovviamente, qui si intende la forza primigenia che è totalmente avulsa da qualsiasi espressione umana comparabile ad un dio terreno che ne è solo il suo imperfetto e pallido riflesso. Il linguaggio corretto da usare è quello figurato. Dal pensiero di questa mente superiore tutto ha avuto origine ivi compreso l'uomo, che possiede questo stesso "potere" insito in se stesso. Attraverso questa mirabile macchina-corpo sappiamo che essa è il prodotto del potere dell'Alto e del Basso uniti e posti in equilibrio e solo attraverso di essa si ottiene il dominio dell'esistenza.
Noi siamo più di ciò che crediamo di essere e nessuno è escluso.
Dobbiamo metterci nella condizione di cogliere le nostre facoltà sopite, vederle e usarle perché loro sono li, sono sempre state in noi in attesa del nostro intimo risveglio per trasmutare cose e materia. Dato che lo possiamo fare, perché non farlo? I "prodigi" non nascono e non provengono da “fuori” ma bensì da “dentro” di noi. Se nella materia giungiamo ad essere capaci di creare un qualsiasi tipo di mutamento, se comprendiamo il meccanismo che si trova dietro a tale trasformazione e lo possiamo ovviamente ripetere, significa che stiamo impiegando con profitto le nostre doti innate e in un modo concreto e perfetto, senza limitazioni, vuol dire che lasciamo agire e intervenire sulle cose il potere dell'immateriale. Gli Alchimisti dicevano ancora:
chi crea l'oro è colui che verso l'oro non nutre più alcun interesse”.
Questo vuol dire che se vogliamo cambiare una realtà che ci appare negativa non dobbiamo fare altro che smettere di considerarla sotto una forma deludente  e svincolarci da essa, toglierle qualsiasi dominio su di noi, per trasmutarla poi in qualcosa di diverso e decisamente più appagante. La realtà, ogni realtà, esiste ed è suscettibile di cambiamento e quindi, al fine, perché nutrirla con le nostre smanie per renderla veramente tangibile e solida?
E sempre parafrasando il Grande Ermete Trismegisto:
“Ascende dalla terra al cielo e ridiscende in terra raccogliendo le forze delle cose superiori ed inferiori. Tu avrai con questo mezzo fatta la gloria del mondo e epperciò ogni oscurità andrà lungi da te. È la forza forte di ogni forza, perché vincerà tutto quel che è sottile e penetrerà tutto quello che è solido e spesso. È in questo modo che il Mondo fu creato. “
"Ed è in questo modo che il mago deve procedere e attraendo, guidando, modellando le cose e gli eventi in modo che l'idea possa avere definita e tangibile manifestazione.”  Parole del Conte di Saint-Jermain.
Se facciamo questo abbiamo trovato la chiave che permetterà ad un rito di essere vincente ma solo iniziando a sublimare per prima cosa noi stessi. Siamo fatti di materia viva e viviamo immersi nella materia vivente perché è alla materia che fu affidato l'uomo per maturare. Per questo motivo essa esercita su di noi una sorta di “possesso” che sarà doveroso “allentare” se vogliamo “riportare in equilibrio carne e spirito così come in origine fu pensato per noi”.
In Sanscrito mago significa "grande, elevato, saggio in senso spirituale" e questo è il fine ultimo da raggiungere, avere la comprensione più elevata della nostra esistenza e dei meccanismi che la regolano. Quando giungeremo a comprendere tutto questo con il cuore e non solo con l'intelletto nulla sarà più fuori della nostra portata, tutto diverrà possibile e semplice e potremo trasformare la nostra vita nel personale "paradiso in terra", così come dicevano gli antichi e saggi Alchimisti.

BETH


corvo

" QUANDO IN TUA DOMO

NIGRI CORVI
PARTURIENT ALBAS COLUMBAS
TUNC VOCABERI SAPIENS"

Quando nella tua casa i neri corvi partoriscono le bianche colombe
tu sarai detto sapiente

La csa è la nostra mente
i neri corvi rappresentano la materia ancora da formare e le le bianche colombe sono i nostri pensieri
rinati e sublimati
strega
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IL POTERE MAGICO
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I 28 talismani Lunari, e un estratto dal Rituale dell’Alta Magia di Elifas Levi relativo alla preparazione di un rituale
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REGOLE   - MAGIA -  POTERE
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FORMULE  DELL'ENCHIRIDIONE DI PAPA LEONE III
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TAVOLA DEI CARATTERI DIVINI
ASSOCIATI AI SALMI DI DAVID
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IL TALISMANO DELLE POTENZE CELESTI E LA CHIAVE DEL DOMINIO
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NON UNO MA TRE PER FARE UNO
Il dogma delle 3 persone
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DEALBATE LATONA ET FRANGITE LIBROS
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ANELLI MAGICI
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DUE TIPI DI COLPI DI RITORNO
E COME NEUTRALIZZARLI
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COME LANCIARE UN  "PENSIERO CALAMITA"
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COSTRUZIONE  DELLA BACCHETTA O DEL BASTONE DI COMANDO 
Tratto dalla Clavicola di Re Salomone
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CONSACRAZIONE DEL LIBRO MAGICO PERSONALE DETTO GRIMORIO
 Tratto dalla Clavicola di Re Salomone
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I GRANDI PENTACOLI DI SALOMONE  CONTRO MALOCCHIO E NEGATIVITA'
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IL RITO DI ABIURA ALTRIMENTI DETTO "IL COLPO DI SPUGNA"
da usare solo per cancellare un lavoro fatto ma non più desiderato.
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L'USO RITUALE DEI CHIODI, DELLE TAVOLETTE CHIODATE E DEL FILO DI RAME COME DIFESA CONTRO I MALEFICI. RITUALI E PRATICHE CON O SENZA USO DI CANDELE.
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IL SETTIMI FIGLI E LE SETTIME FIGLIE
Che possiedono il dono taumaturgico e di veggenza- Rituale dei 7 nodi per guarigioni o per la buona riuscita di un progetto
Pentacolo per difendersi dai colpi di ritorno.
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I RITMI CIRCADIANI
Lo stile di vita del praticante
punta
"Il male più grande tra gli uomini è l'ignoranza su Dio.
Dove correte, o uomini, ubriachi per aver tracannato il vino dell'ignoranza, si che nemmeno potete sopportarlo e già lo state vomitando? Tornate sobri, smettetela! Alzate lo sguardo con gli occhi del cuore, e se non tutti voi potete, lo facciano almeno quelli che possono. Giacché il male dell'ignoranza sommerge tutta la terra e rovina l'anima imprigionata nel corpo, senza lasciarla approdare al porto della salvezza. Non lasciatevi dunque trascinare dalla forte corrente, ma, sfruttando il flusso, voi che potete approdare al porto della salvezza, gettatevi l'ancora, cercate una guida che vi conduca alle porte della conoscenza, dove si trova la luce splendente, pura da ogni tenebra, dove nessuno è ubriaco ma tutti restano sobri levando lo sguardo con il cuore a colui che vuole essere contemplato. Egli infatti non è udibile, dicibile o visibile con gli occhi ma con l'intelletto e con il cuore; prima di tutto bisogna che tu laceri da parte a parte la tunica che porti, la veste dell'ignoranza, il sostegno del male, il vincolo della perdizione, il recinto di tenebra, la morte vivente, il cadavere sensibile, la tomba che ti porti dietro, il ladro che abita in casa tua, colui che ti odia per le cose che ama e ti invidia per le cose che odia. Questo è il nemico che hai indossato come una tunica, che ti strozza e ti trascina verso di se; ma tu avendo alzato lo sguardo e contemplato la bellezza della verità e il bene che in essa risiede, non odi il male del nemico e comprendi le macchinazioni ordite contro di te. Egli rende insensibili quegli organi di senso che non appaiono e che non sono ritenuti tali, ingombri di tanta materia e colmi di abominevole voluttà, affinché tu non oda le cose che devi udire e non veda le cose che devi vedere."
Hermes Trismegisto
gatto


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