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Non
è mai un bene quando, dopo che un rituale ha dato i suoi frutti,
ripensarci, stufarsi e decidere che quanto abbiamo richiamato e
concretizzato nella realtà non ci interessi già più. La Magia non è un
gioco, è possibile "fare e disfare" come diceva il grande ALBERTO
MAGNO, ma dobbiamo tenere conto anche del fatto che dopo un rituale e
poi dopo il disfacimento dello stesso, è possibile che le cose non
risultino più come prima. Può capitare che la cosa ottenuta muti di
aspetto ma non venga
cancellata del tutto, oppure che si trasformi veramente secondo le
nostre nuove intenzioni ma che la nuova realtà possa non durare per
molto oppure, ancora, che tutto cambi nuovamente nel suo aspetto
concreto ... Insomma, in conclusione, non si deve essere troppo
volubili.
Se siamo stufi di ciò che abbiamo ottenuto ci si dovrà munire di un
numero dispari
di candele nere, in principio ne verranno usate 3
e poi, se il rito fatto in precedenza e da cancellare continua a
marciare speditamente
contro la nostra attuale volontà, si deve ripetere l'Abiura, aumentare
sia il
numero delle candele che il numero delle operazioni sino ad arrivare
alla
rimozione totale di quanto era stato ottenuto. Generalmente però già
dopo il primo rito di ABIURA le cose cambiano velocemente.
Si prepari quindi una
mistura composta con queste 7 erbe e se non disponiamo di tutte
apportare le giuste sostituzioni con erbe dal medesimo potere o che si
trovano sotto gli influssi dello stesso pianeta, l'importante è che il
numero di erbe da usare per la composizione dell'incenso risulti essere
sempre di 7.
( vedi capitolo ERBE PLANETARIE ).
ARTEMISIA -
ASSENZIO -
CHIODI DI GAROFANO
CICORIA -
CURRY -
GIGLIO - SALVIA.
Questa
mistura di erbe disseccate e ridotte in polvere fine con l'uso di
un mortaio a mano, ( quello usato per fare il pesto ) andrà a comporre
l'incenso con il quale
fumigare in modo abbondante le candele. Prima di essere accese le
candele andranno "vestite" con
dell'olio di oliva e disposte a triangolo e su quella che corrisponde
al vertice del
triangolo incidere sulla cera ( usando un rametto di rosmarino
secco o la punta del coltello del corredo rituale ) la seguente
formula: "ABIURA! EGO NEGO OPUS FACTUM! FIAT VOLUNTAS MEA, CONSUMMATUM EST!".
Se si vuole rendere il rito ancora più incisivo il triangolo andrà
formato capovolto e quindi con il vertice rivolto in basso. La candela
della punta del rito non deve però essere accesa così come è stata
costruita ma bensì tagliando la cera alla sua base per far uscire lo
stoppino che verrà quindi acceso e che trasforma, in questo modo, la
candela con il suo nuovo vertice. Questa candela così modificata (
l'alto diviene il basso e il basso originario diviene l'alto ) va
accesa per prima e poi a seguire quella alla sua destra e quindi quella
alla sua sinistra. La stessa formula che
abbiamo inciso
sulla candela va scritta anche su di
un pezzetto di carta pergamenata usando una penna ad inchiostro nero.
Si prosegue con la
fumigazione delle candele accese e poi si prende il pezzetto di
carta pergamena e lo si legge 3 volte ad alta voce usando volontà e un
tono
perentorio. Fatto
questo si prende di nuovo la penna ad inchiostro nero e si traccia al
di sopra dello scritto
una prima stella a 5 punte, il
pentagramma e poi altri due e poi ancora, ruotando il foglio, altri 3
pentagrammi rovesciati rispetto allo scritto originario. In tutto i
pentagrammi tracciati dovranno essere 3 al dritto e 3 al rovescio.
Facendo queste operazioni si visualizzi il rito fatto in precedza che
viene totalmente spezzato. Si contorna poi il tutto
a sigillare con 6 cerchi fatti sempre con un tratto
unico della penna ruotando prima per 3 volte in senso orario e poi per
3 volte in senso antiorario. Alla fine risulterà un intreccio di linee
confuse che nasconderanno
parzialmente
lo scritto sottostante rendendololo quasi illeggibile.
Così dvrà essere e non certo un bel lavoro. La
pergamena così
ultimata va bruciata prendendo la fiamma della candela recante
l'incisione e la si lascia a consumare
nell'incensiere con le erbe che ancora stanno fumigando. Le
candele si dovranno estinguere da sole e completamente mentre i resti
del rito, appena freddi, andranno sotterrati prima che
sia possibile. Insistere con il rito di Abiura sino ad ottenere dei
risultati accettabili qualora un solo rituale non dovesse eventualmente
bastare.
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