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I
tarocchi non sono utili solo per la divinazionema sono a tutti gli
effetti anche un valido strumento per la meditazione e
all'introspezione. Estraete quindi dal mazzo una carta alla volta,
lentamente, osservando con estrema attenzione e per qualche minuto ogni
minimo
particolare di tutti i
simboli che possiede, elaborate ogni sensazione
che la carta vi trasmette. Facendo questo ogni giorno
acquisirete un nuovo tip più approfondito di osservare le cose, ci si
sentirà più
rilassati e giungerete ad accrescere la capacità di leggere i
tarocchi in un modo più approfondito, una maggiore capacità di
visualizzazione e anche la
nostra sensitività.
Il
tarocco fungerà da "specchio" attraverso il quale potremo vedere ogni
problema e tutte le sue molteplici soluzioni. Si darà modo
all'inconscio e allo Spirito di entrare nella materia per poter
finalmente comunicare con noi. Chi si avvicina ai Tarocchi e questo
vale anche per tutte
le varie altre manzie, si sente a volte bloccare nel pronunciare una
predizione ma si renderà ben presto conto che l'impossibilità di
guardare oltre il velo del tempo è
solo un altro limite che ci poniamo da noi stessi, non
per frenarci ma per spronarci a superare i nostri stessi limiti. I tarocchi, con la loro azione divinatoria e per effetto della meditazione ci riporteranno indietro verso la nostra dimensione
originaria quella dominata solo dal puro spirito potente che supera la materia e
tutti i suoi limiti. Le
figure allegoriche dei 22 Arcani Maggiori quando escono in una stesura
sotto la spinta di un nostro questito, non escono mai a caso ma
l'uscita è il frutto di una volontà superiore
che si manifesta in forma iconografica.
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La
Meditazione rientra a pieno titolo tra le pratiche utili per giungere ad una maggiore
padronanza di noi stessi, di tutte le nostre facoltà mentali innate e quindi anche per "risvegliare" la Magia che si trova in uno stato "dormiente" dentro ognuno noi.
La Meditazione conduce verso l'auto realizzazione, fattore
importantissimo per un praticante ed infine, ma non per ultimo,
all'unione equibrata delle 3 Persone che ci compongono:
Corpo-Anima-Spirito, così come ricorda il postulato Esoterico del "non
1 ma 3 per fare
1".
Meditando
si
raggiunge un stato di calma interiore e ci si allena a
mantenere canalizzata la concentrazione su un unico punto ( lo scopo da realizzare ) quando si esegue
un lavoro
Magico. Con
il tempo e la pratica costante la Meditazione ci trasforma e fa
risaltare tutti quei
"poteri" trascurati che celiamo in noi stessi come sono, ad esempio, la
sensitività, l'intuito, la creatività, la nitidezza delle immagini
mentali proprie della visualizzazione, tutti i fattori tanto utili in
MAGIA .
Ritagliamoci dei momenti tranquilli durante l'arco della giornata e
assumiamo una posizione comoda. Chiudiamo gli occhi fuggendo da
qualsiasi distrazione e concentriamoci unicamente sul nostro
respiro. Osserviamo ora i pensieri che
si
affacciano in automatico alla nostra mente ma poi lasciamoli andare e dissolviamoli. Per facilitare
l'operazion possiamo accendere dell'incenso, ascoltare della
musica rilassante o quello che ci è
personalmente più congeniale e che ci facilita la rilassatezza di corpo
e mente. Non ci sono formule o
criteri particolari da seguire,
qualsiasi metodo che verrà adottato risulterà perfetto se raggiungerà il
suo scopo. Si
inizia con pochi minuti al giorno per aumentare poi questo tempo con gradualità. Ne avremo un grande
beneficio sia fisico che psichico. Arriveremo ad avere anche maggiori
risultati sia in campo divinatorio che a livello di svolgimento di un
rituale rendendolo più fruttifero e vedremo soprattutto le cosa della
vita sotto
un altro aspetto, guardandole da un'altra angolazione e cogliendo così aspetti e
particolari che sino a quel momento ci erano sfuggiti per mancanza di
attenzione. Ricordiamo quindi la formula
Alchemica assai illuminante del V.I.T.R.I.O.L:
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Visita Interiora Terrae Rectificando
Invenies Occultum Lapidem
La FORMULA è formato con le sole iniaziali delle parole che la compongono e se ne deduce che: Visita le viscere della terra ( calati nel profondo di
te stesso
nel segreto laboratorio dell'anima ), e poi rectificando, separando il sottile
dallo spesso, troverai la Pietra dei Filosofi racchiusa in te stesso. L'Uomo
è
visto quindi come il soggetto della Grande Opera Alchimica, la
trasmutazione del metallo vile ( noi stessi ) in ORO.
In ciascuno
di noi si cela la Pietra attraverso la quale ogni prodigio è possibile e tutto si trova
al fine dentro di noi.
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L'Alchimia ( sorella della Magia ) non mirava alla ricerca avida di
trasformare il metallo in oro, come
erroneamente credono in molti. Gli Alchimisti non
rivestivano l'oro terreno di un così grande valore.
Gli Alchimisti consideravano
infatti l'oro come misero
"oro morto degli orafi". Essi miravano a portare allo scoperto un diverso tipo di ORO preziosissimo, quello capace di riprodursi da se stesso ecompiere
con le loro ripetute sperimentazioni null'altro che
la
nostra più intima e profonda trasformazione, il ritorno all'Adam Cadmon
originale, proprio come fa il Mago che si cimenta nella meditazione. Il metallo vile siamo noi e l'Oro dei
Filosofi" rappresenta la nostra ritrovata completezza interiore che possiede la
capacità di trasformare sia noi stessi in primis e poi di seguito anche la realtà che ci circonda.
Dietro
ai complessi concetti ermetici, che
all'apparenza appaiono quasi e appositamente incomprensibili, si nasconde una
preziosa filosofia che è possibile decifrare e comprendere
anche attraverso la meditazione. Gli scritti ermetici parlano prima al nostro cuore che al nostro cervello.
Oggi giorno non è più proponibile praticare
la sperimentazione Alchemica intesa come lavoro tra storte e
alambicchi, nessuno si cimenta più nella di
trasformazione dei metalli con l'utilizzo di un
grande fornello chiamato l'Atanor per separarli e trasformarli
secondo i processi tramandati di un lavoro lungo e
laborioso e anche a volte assai pericoloso. Nessuno vuole più
maneggiare elementi chimici anche
tossici con il
rischio di far saltare in aria tutto il caseggiato ... tutto questo
scanario fa parte solo di un lontano ma necessario
passato legato solo alla vita dei saggi e impavidi pionieri che vi si
cimentarono.
E' comunque a queste operazioni attive di
secoli addietro che deriva la chimica moderna e quindi la pratica è
decisamente apprezzabile e lodevole. Tutto questo processo
viene chiamato da sempre chiamato
la Grande Opera. Una frase alchemica recita: "IL VERO ALCHIMISTA E' COLUI CHE
CREA L'ORO QUANDO PER L'ORO NON NUTRE PIU' ALCUN INTERESSE. Per raggiungere i suoi scopi il
Mago/Alchimista ritorna di nuovo in perfetta sintonia e armonia con se stesso, con i 4 elementi, con
la forza Primigenia e generatrice di
tutto ciò che esiste rivestendo nuovamente i panni di Uomo completo, conscio delle proprie
mirabili
e innate possibilità racchiuse in un guscio carnale e mortale.
La
filosofia alchemica era ed è ancora oggi qualcosa di
veramente utile per chi vuol praticare le Arti Magiche. La via maestra
si trova nascosta anche nelle illuminanti frasi ermetiche dei libri
che, per
fortuna, sono giunti sino a noi ed è possibile reperirli nelle librerie
esoteriche ben fornite. Questi testi ci fanno riflettere permettendoci
di elaborare ogni messaggio. Noi siamo il crogiuolo Alchemico entro il quale ribollono le nostre
facoltà ed è da qui che si parte ed è qui dove avviene la
prima sublimzione e
la trasmutazione.
Tutto si trova già
al nostro interno ma questo grande tesoro oggi viene soffocato e dimenticato anche seguendo i
ritmi scombinati della vita che ci siamo costruiti e che siamo
costretti a seguire anche se ci rende oppressi e irrequieti.
La Meditazione viene in nostro soccorso donandoci calma e chiarezza di giudizio.
Si può
"diventare" Maghi e Streghe solo lavorando dal e sul nostro
mondo interiore dove si si trova tutto ciò che ci serve per realizzare, creare e trasformare.
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